• Calendario

    Luglio 2009
    L M M G V S D
    « Giu    
     12345
    6789101112
    13141516171819
    20212223242526
    2728293031  
  • Chat

  • Contattami

  • RSS UBNA

  • Manuale di Mari - Iniziative letterarie

Correndo con le forbici in mano

30giugno09.pngIl mio primo scontro con la realtà, il primo di cui abbia memoria diretta almeno, risale all’incirca a quindici anni fa. Avevo sette o otto anni, non ricordo di preciso.

Era la fine di un giorno di scuola come tanti, le lezioni erano appena terminate e il suono dell’ultima campanella, con la sua quotidiana regolarità, ci intimava di abbandonare le aule, per concedere a quelle quattro pareti troppo bianche e troppo strette un po’ di meritato riposo.

Di solito ero una delle prime a sgattaiolare fuori, se non altro per poter assicurare a me e al mio pachidermico zainetto un posto sulle poche panchine disponibili che qualche anima buona aveva piazzato per i poveri figli di degeneri genitori lavoratori ritardatari, ma quella volta, mentre gli altri sgambettavano verso il cortile urlando e strattonandosi come ogni giorno, io attraversai il corridoio con la pesantezza d’animo del condannato a morte, che sa che ogni passo avanti è un passo in meno verso la fine. Varcai il cancello per ultima, con gli occhi mogi e tristi, cosa piuttosto inusuale quando sapevo che ad attendermi all’uscita avrei trovato mio padre.

E infatti, l’incongruenza gli saltò subito agli occhi.

Leggi tutto

La maledizione dello Scripta manent (o del perché le parole talvolta mi rendono inquieta)

3maggio09.pngMi è capitato altre volte di non scrivere per un po’,  non tanto per mancanza di tempo quanto per latitanza ispirativa. Voi che mi seguite nell’ombra dovreste aver imparato ormai che ciò accade di solito quando nella mia vita avviene un cambiamento. Non importa tanto che esso sia positivo o negativo, ma fondamentalmente è qualcosa che arriva silenzioso e inaspettato e dà uno scossone all’agognato equilibrio che ormai da tempo cerco di ricostruire invano.

Il mutismo letterario che deriva da queste occasioni può avere più di una giustificazione. Da una parte, è la concreta manifestazione della classica sensazione del non aver parole, preambolo di un periodo più o meno lungo di meditazione che permetterà di metabolizzare la cosa e riprendere in mano la penna. D’altro canto, potrebbe essere anche pura e semplice omertà, il non voler esternare i propri pensieri lì dove hanno libero accesso tutti coloro che vogliono. Un non voler mettere le carte in tavola, insomma, per preservare quanto c’è di più bello nelle vicende umane, ossia l’imprescindibile grado di indeterminatezza che ne vivacizza le sorti.

Leggi tutto

Epica di fine Pasquetta

18aprile09.pngNoi umani siamo succubi

schiavi delle passioni,

nemici del buon senso

prede dei nostri umori.

Basta uno sguardo intenso

a sguinzagliar gli ormoni

E quasi mai c’è tempo

per le elucubrazioni.

Questo ci porta spesso

quasi in continuazione

a far false partenze,

se ne abbiamo occasione.

si fottano le apparenze!

ma non c’è soluzione.

Causa dell’insuccesso?

Non si usa la ragione.

Leggi tutto

Onyrica

23marzo09.png

Piano respira e piano cammina.

Passi lenti, circolari, ragionati. Pesanti, ampi, inutili.

Passi scanditi dall’illusorietà dei luoghi chiusi, dove l’incedere non serve a portarti altrove, ma ti rende padrone del tempo e dello spazio.
Ma quale tempo, quanto spazio.

Il letto disfatto e le mura in penombra sono testimoni e custodi della tua ricerca. Calpesti la polvere, lasci tracce. Le ricalchi, una volta, due volte, una volta ancora. Vagabondare su se stessi ha un beneficio, perdi i pensieri, ma non l’orientamento. Sai già dove stai andando e il punto di arrivo non è frutto della distanza, ma del momento.

L’attimo giusto, è quella la meta.

Leggi tutto

Toccata e fuga

9marzo09.pngHo accantonato la musica da tempo, come ho fatto e continuo a fare con tutto ciò per cui non mi sento sufficientemente capace da essere considerata brava.

Non ho mai avuto una particolare vocazione per il mondo dei suoni, ma l’ho sempre trovato affascinante. C’è stato un tempo in cui preferivo le scale naturali a Bim Bum Bam e non trovavo passatempo più entusiasmante dell’incastrare accordi, prettamente minori e solitamente inesistenti, usando in realtà i tasti bianchi solo per riempire i vuoti che quelli neri non erano in grado di gestire da soli. Lo spirito malinconico è una delle mie tante precocità.

All’epoca mi sentivo brava. Del resto, i miei unici spettatori erano mia madre, i miei cani e nelle occasioni speciali AmicaT, ossia in assoluto gli esseri, umani e non, più propensi a farmi sentire, ognuno a suo modo, migliore di quello che sono. Io suonavo. Loro sorridevano e scodinzolavano. E a me piaceva.

Leggi tutto