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Che dire, in questi giorni mi va di scrivere.
Sarà che sono bloccata in casa alle prese con i miei soliti malanni fisiopsicosociali. Sarà che da un pò non mi dedicavo all’otium ed ero immemore dell’immenso piacere che se ne trae.
Sarà forse semplicemente che non avevo nulla da dire, niente di pubblicabile almeno… benché io sia poco propensa alla censura un paio di volte mi sono autoimposta di fermare le macchine a metà stampa.
Cmq… non sono qui per fare polemiche.
Domani è San Valentino.
Non ho mai avuto una grande passione per questa ricorrenza e non per le ragioni battute e ribattute dai militanti dell’anticonsumismo improvvisato, nè tanto meno per qualche ascetica motivazione filosofico-religiosa.
La questione è semplice: questa festa di solito non mi tange.
Non nel suo significato originale almeno. Raramente ho avuto una dolce metà con la quale discutere dei regali da non farci per principio e dei posti nei quali non andare perché pieni di coppiette sbaciucchiose e filogigidalessiane.
Nonostante ciò tale data nella mia vita non è mai passata inosservata.
Se ripenso al San Valentino dell’anno scorso mi si fracassa in fronte l’ataf del tempo. Un lungo lungomare straniero, nuove promettenti amicizie, esasperate ricerche amorose, sogni da esplorare, esordi da confermare e carte da decifrare… un altro cosmo.
Di tutto questo è rimasto ben poco.
Non è un lamento al passato sia chiaro, sono andati i tempi in cui rimpiangevo quel che fu, anche perché come mi suggerisce la mia acida bisogna splendere per quel che si è e non per ciò che si è stati. Ovviamente c’è sempre un pò di sana nostalgia per le cose che ti vengono tolte… gli anni fondamentalmente.
Un anno alla mia età mi pesa ancora tanto e non dovrebbe. E’ una questione matematica. Meno anni si hanno più si sente il tempo che scorre. E’ per questo che hanno coniato frasi del tipo “goditi la giovinezza che poi il tempo vola”. C’è sempre qualcuno che non vede l’ora di dirtelo.
Per un bimbo di due anni un anno che passa rappresenta la metà della sua vità… un’enormità. Per un settantenne quei lunghissimi 365 giorni si riducono ad un misero settantesimo della sua esistenza… cosa volete che gliene importi?
Io il mio uno fratto venti lo sento ancora forte e chiaro… forse sono tarda come al solito, forse la mia sindrome di peter pan mi complica le cose. In ogni caso sono ancora lontana dall’inconsapevolezza del tempo che passa… lo sento aggrapparsi con tutte le forze a me e inesorabilmente sfuggire via lasciandomi addosso i piccoli segni per ora fortunatamente non ancora visibili del suo passaggio. Ma prima o poi arriveranno. Rughe… le sue unghie che lasciano solchi sempre più profondi cercando invano un appiglio per non dover andare.
Beh… discorso un pò triste da fare sul far della festa. E’ vero. Magari lo lascio accennato. Ho voglia di parlare d’altro.
Insomma bando all’ipocrisia: l’idea di passare finalmente un 14 febbraio accoppiata, lontana dalle single feroci che vogliono a tutti i costi darsi ai festeggiamenti alternativi evviva san faustino evviva e da eventuali soggetti appartenenti alle categorie prima elencate, non mi dispiace affatto.
In fondo il succo del discorso è questo… non vedo l’ora che sia domani anzi non vedo l’ora che passi domani solamente per sentirmi chiedere Che AVETE fatto anziché che HAI fatto a San Valentino. Il mio NIENTE assumerà tutto un altro significato. La parola SFIGATA non toccherà nemmeno di sfuggita le menti degli interpellanti.
E’ una differenza impercettibile ma fondamentale: la felicità in una desinenza plurale.
Dio mio fatemi deprimere di nuovo, prima o poi tutto questo buon umore mi ucciderà…
Categoria: Del perché ogni tanto l'autodisintegrazione molecolare




Grazie epr aver tradoto…devo dire che i corsi de agostinis ervono pi? quanto avessi pensato!Comunque dicevo dicevo…quando ti muovi a pubblicare?dai che se da un lato voglio divertirmia leggere tra le righe, dall’altro voglio assaggiare come sempre la tua bellezza della tua scrittura…un abbracciola donna della tua vita…e ricorda:TU NON LASCIARMI MAIIIIIIIIIIITU NON LASCIARMIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIIII
Poich?ono diventata cattiva, sapendo gi?he forse chiuder?che il mio nuovo blog, ti chiedo in anticipo: come si dice bianco e nero in francese?mary
Stavo partorendo il mio post..sul san valentino ovviamente ma ?iverso da tutti gli altri, dai baci, dall’amore che non esiste, e dai pazzi scatenati che si inventano l’amore e poi si riprendono subito subito…forse era abitudine?tra un po’ pubblicoaspettami amica mia…mary
che bello avere qualcuno che ti apprezza… penso sia una delle soddisfazioni pi?andi che si possano avere… rispetto e stima e 37.6 di febbre… sono una donna felice (?i?rte di me non ce la faccio a mantenere un dignitoso contegno finale)A domani Giogondla tua Febbricita
pensavo che la prossima volta il titotlo del blog sar?n francese
Insomma che bel post…mi mancavibacio