Scena Seconda - interno giorno
Vi avevo lasciato con una blanda descrizione del mio esordio nel mondo universitario, seguito da un sofferto quanto immediato crollo della mia già di per sé non eccessiva desiderabilità sociale.
Oggi, invece, voglio parlarvi del come, quando le cose stanno andando male, quanto meno te l’aspetti… peggiorano.
Grazie alle indicazioni sghignazzanti, trofeo della mia prima pseudoconversazione nel magico Ateneo barese, riesco a trovare le scale che mi porteranno alla mia anelata meta.
Terzo piano.
Per non so quale particolare modello architettonico di cui l’Università degli Studi di Bari ha l’esclusiva, tra un piano e l’altro anziché esserci due rampe di scale ce ne sono tre. I piani, dunque, sono 5.
E, quasi mi vergogno a dirlo, come nella miglior gag dei Fantozzi dei tempi che furono, l’ascensore è rotto.
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