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Voglio approfondire i vostri deficit

30aprile.pngNon so quanto possa interessarvi questa notizia, ma devo necessariamente condividerla con qualcuno: ho trovato la mia strada.
L’idea iniziale di diventare una grande star del cinema, poi sostituita da quella di diventare una grande attrice di teatro, a sua volta rimpiazzata da quella di diventare una grande scrittrice (potrei continuare così per ore) è ormai acqua passata.
Della serie impara l’arte e mettila da parte, ho deciso all’improvviso di dare un senso ai quasi cinque anni spesi volontariamente tra banchi scomodi, sedie a tre gambe e improbabili animaletti striscianti non identificati: farò la neuropsicologa.
Come Wikipedia gentilmente ci informa, la Neuropsicologia clinica è una sub disciplina della psicologia specializzata nella valutazione e nel trattamento riabilitativo di pazienti che hanno subito un danno cerebrale vascolare o traumatico oppure un deterioramento cognitivo.
I pazienti classici per un neuropsicologo clinico comprendono persone con trauma cranico, danni cerebrovascolari come ictus, emorragie e rotture di aneurismi, tumori cerebrali, epilessia, demenze, patologie mentali gravi per quanto concerne la parte neurodisfunzionale, un ampio spettro di disordini dello sviluppo come deficit attenzionali, disturbi dell’apprendimento, autismo, ed altro.
Io voglio fare la neuropsicologa. Io DEVO fare la neuropsicologa.

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Voglio diventare un Cheddar (o vernice al sole)

28aprile.pngOra, io capisco che internet è stata una rivoluzione, che ha cambiato il nostro modo di comunicare, ha trasformato il mercato e le sue leggi e ha stravolto le nostre vite a tal punto da essere considerata causa di un intero disturbo ossessivo-compulsivo, la internet dipendenza, meglio conosciuta come internet addiction disorder (o webaddiction).
Capisco anche che nella vita bisogna essere originali, che per sfondare serve grande creatività (o grandi botte di c…) e che l’uovo di colombo è sempre in agguato.
Capisco persino che, come ci dice Alberto Abbruzzese dalle pagine di Repubblica.it “questi fenomeni attengono all’aspetto estetico della rete, dove si sfugge dallo strumentale, dal razionale, e una situazione diventa evento in se stessa”.
Io tutte queste cose le comprendo benissimo e me ne faccio una ragione. Non ho davvero problemi a riguardo.

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Reduce (da una giornata) di guerra

24aprile1.pngStupefatta dalla resistenza quasi masochistica del mio corpo, insensibile alla semplice legge fisica secondo la quale un oggetto vivente non può rimanere in posizione verticale e semovente per più di 12 ore di fila se vuole continuare ad essere vivente, eccomi qui, con la testa china, sia per aver fatto già un giorno di assenza (che giustappunto vado a giustificarvi), sia perché la mia colonna vertebrale, in questo momento, di colonna ha ben poco.
Riguardo al primo punto ecco qui la mia scusa: la mia vita, a parte la recente soddisfazione di aver aggiunto sul mio curriculum un rigo in più alla voce “titoli” (ora è lungo quasi mezza facciata in arial 24), non è cambiata di molto rispetto all’anno scorso. Continuo a dividermi tra due delle più brutte città in assoluto dell’Italia e del mondo e mi ostino a farlo su mezzi che, con la nostra epoca, hanno poco a che spartire (ancora mi sorprendo quando, passando davanti alla locomotiva, mi accorgo che il macchinista non è sporco di carbone).
Nella mia città ospite, per giunta, la tecnologia non mi ha ancora raggiunto. Pertanto, non stupitevi se, almeno per il momento, dal lunedì al mercoledì non riceverete mie notizie.
Giustificazione fatta, andiamo avanti.

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Il trasloco, questo sconosciuto.

trasloco.pngSe ci ho messo tanto a rifarmi viva è perché, in questo periodo, il trasferimento, ahimè, non è stato solo virtuale.
Mio padre ha deciso di cambiare per la credo mille ottocentesima volta casa e, riahimè, stavolta ero troppo grande per esimermi dal dargli una mano.
L’aspetto positivo è che, tranne qualche scatolone, a me è toccato il lavoro intellettuale: disporre per nazionalità e in ordine alfabetico i libri e riposizionarli sulle librerie.
L’aspetto negativo è che ho dovuto fare quasi tutto da sola.
L’aspetto molto negativo è che mio padre ha iniziato a comprare libri a 15 anni con una media di 5 al mese e non si è più fermato.
L’aspetto molto molto negativo è che, per non rischiare un più che probabile dileggio da parte del caro genitore in caso di errore, ho controllato ad uno ad uno ogni dorso di libro per verificare la nazionalità dell’autore.
L’aspetto più negativo di tutti è che ci sono molti moltissimi autori, molte moltissime nazionalità ed io ho la memoria molto moltissimo corta.

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Bisogna ricominciare il viaggio. Sempre.

polaroidfinita.pngMi sono fatta attendere, ma vi prometto che non ve ne pentirete.
Benvenuti nella mia nuova casa… in realtà i lavori sono ancora in corso, ma non ne potevo più di aspettare.

A breve ci sarà qualche… diciamo ampliamento.
Il blog ultimamente mi stava un po’ stretto e così ho deciso di fare le cose in grande, ma ci vuole ancora un po’ di pazienza.

Per il momento posso solo ringraziare i miei fedelissimi che nonostante la lunga latitanza sono rimasti in paziente attesa e invitare tutti gli altri a venirmi a trovare mooolto molto spesso.