Il trasloco, questo sconosciuto.
Se ci ho messo tanto a rifarmi viva è perché, in questo periodo, il trasferimento, ahimè, non è stato solo virtuale.
Mio padre ha deciso di cambiare per la credo mille ottocentesima volta casa e, riahimè, stavolta ero troppo grande per esimermi dal dargli una mano.
L’aspetto positivo è che, tranne qualche scatolone, a me è toccato il lavoro intellettuale: disporre per nazionalità e in ordine alfabetico i libri e riposizionarli sulle librerie.
L’aspetto negativo è che ho dovuto fare quasi tutto da sola.
L’aspetto molto negativo è che mio padre ha iniziato a comprare libri a 15 anni con una media di 5 al mese e non si è più fermato.
L’aspetto molto molto negativo è che, per non rischiare un più che probabile dileggio da parte del caro genitore in caso di errore, ho controllato ad uno ad uno ogni dorso di libro per verificare la nazionalità dell’autore.
L’aspetto più negativo di tutti è che ci sono molti moltissimi autori, molte moltissime nazionalità ed io ho la memoria molto moltissimo corta.
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