Elogio della bruttezza
Vi ho lasciato con le mie perplessità sul nuovo serial di Italia 1, Ugly Betty, promettendovi a breve delucidazioni sul perché del mio giudizio semi-negativo.
Bene, la motivazione principale è la seguente: incuriosita dai millesettecentocinquanta spot al minuto con cui hanno pubblicizzato la prima puntata di questo sensazionale evento tv, ho fatto la cosa che ultimamente mi riesce meglio: cercare su Google.
Sono riuscita facilmente a risalire al fatidico nome della protagonista, la presunta nuova eroina di tutte le donne “normali” di questa terra, che preferiscono spendere 2,50 euro per un cono gelato piuttosto che per farsi estirpare le sopracciglia e che a delle sexy autoreggenti rispondono con un molto più intrigante solco rosso-bluastro impresso come un marchio a fuoco sul polpaccio dai gambaletti coop, II color carne. L’eroina in questione è una tale America Georgine Ferrera, mia quasi coetanea, che vanta nella sua carriera cinematografica colossal del calibro di “4 amiche e un paio di jeans”, nonché la partecipazione a ben un intero episodio di CSI.
Vi presento Giorgina.
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