Sabbia e sandali
Nonostante i lampi e fulmini degli ultimi giorni, i peli bianchi e marroni delle mie bestiacce sparsi a ciuffetti per il giardino, il sentore di ascella pezzata che aleggia nell’aria e le maglie di lana che mia madre si ostina ad ammassare sul mio letto nella speranza che una crisi mistica mi convinca a riporle ordinatamente nella parte alta dell’armadio entro ottobre mi suggeriscono che la bella stagione è alle porte. E siccome come insegna CSI (che non seguo, ma sicuramente almeno una volta l’avranno detto) tre indizi fanno una prova, vuol dire che è arrivata l’estate.
Che, nonostante i fastidiosi contrattempi riportati nel post precedente, è sempre una soddisfazione.
Finalmente potrò rispolverare quelli che, da un po’ di anni a questa parte, sono diventati dei punti fermi delle mie estati, piccole cose scoperte quasi per caso e diventate vitali per la mia sopravvivenza nella parte calda dell’anno. Mi accingo a illustrarvele in ordine di quantità di gratitudine da me esprimibile a chi le ha inventate.
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