Dalle Alpi(lle) alle (lav)Ande - II
Il temporale era ormai lontano e il sole aveva cancellato quasi ogni traccia del suo passaggio.
L’unico segno tangibile rimasto, nemico troppo potente per i tiepidi raggi del mattino, era il fango che, durante la notte, si era insinuato ovunque.
A. e C., insieme allo stratino di melma che aveva deciso di accompagnarli per il resto del viaggio, incollandosi indelebilmente sotto le loro suole (e grazie al quale A. poteva finalmente realizzare il sogno di sentirsi svariati centimetri più alta senza saper camminare sui tacchi), costeggiavano il Lac de Castillon in direzione della famosa Corniche Sublime, la magnifica strada panoramica che fiancheggia e attraversa le gole del Verdon, meta comune di chi soffre di vertigini e ha la tendenza a farsi del male.
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