La mia palese avversione alle feste comandate ha dei fondamenti scientifici
Quando con occhio umidiccio, labbro tremulo e cuore trafitto in mano, ho recitato alla mia futura relatrice di tesi il discorsetto che mi ero riproposta di utilizzare solo in caso di estrema necessità, come ad esempio nell’assurda ipotesi che lei avesse rifiutato a soli quattro mesi dalla seduta di laurea un argomento di tesi ideale, interessante e originale, selezionato tra altri mille dopo giorni e notti di ricerca incessante, non credevo che mi avrebbe preso in parola.
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