Del cervello e di altri demoni
E’ molto alto e ha delle scarpe strane.
Quando entro nella stanza accenna un sorriso scrutandomi con la coda dell’occhio, senza interrompere ciò che sta facendo.
Mi siedo alla sua sinistra e osservo in silenzio.
Dopo qualche secondo il suo sorriso si allarga e senza guardarmi mi porge la mano destra e sussurra “Alessandro”.
La dottoressa blocca il cronometro e ridendo gli chiede perché non avesse aspettato la fine della prova per le presentazioni.
Lui risponde semplicemente: “E’ bella”.
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