Cambia il vento, cambia il tempo
Ok, una stanza con due pareti fucsia e una completamente fatta di finestre, senza doppi infissi, che affacciano su una strada risaputamente trafficata a tutte le ore del giorno e della notte, non è proprio il massimo.
Svegliarsi tutti i giorni alle 5.30 per prendere un autobus che ci mette quarantacinque minuti per compiere un tragitto per cui ne basterebbero dodici, tornare a casa stremata giusto in tempo per collassare un attimino e mettersi a studiare e la sera fare l’eremita perché alle 22 non c’è la forza neanche per uscire dai jeans e infilarsi nel pigiama figuriamoci per intrattenere anche la più primitiva forma di relazione sociale, ma tuttavia non riuscire ad addormentarsi prima delle 2 perché le altre sì che ce l’hanno la forza di intrattenere relazioni sociali e il luogo deputato per tali scambi reciproci è la cucina, guarda caso l’unica stanza della casa che non ha una porta, e in tutto ciò essere troppo stordita per riuscire a decidere se il fatto che le copiose risate dei copiosi presenti non domiciliati, spesso e volentieri, hanno un volume tale da coprire i rumori provenienti dalla strada sia effettivamente una cosa positiva, neanche questo è il massimo.
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