Onyrica

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Piano respira e piano cammina.

Passi lenti, circolari, ragionati. Pesanti, ampi, inutili.

Passi scanditi dall’illusorietà dei luoghi chiusi, dove l’incedere non serve a portarti altrove, ma ti rende padrone del tempo e dello spazio.
Ma quale tempo, quanto spazio.

Il letto disfatto e le mura in penombra sono testimoni e custodi della tua ricerca. Calpesti la polvere, lasci tracce. Le ricalchi, una volta, due volte, una volta ancora. Vagabondare su se stessi ha un beneficio, perdi i pensieri, ma non l’orientamento. Sai già dove stai andando e il punto di arrivo non è frutto della distanza, ma del momento.

L’attimo giusto, è quella la meta.

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