Acme giovanile

Sono qui… sono tornata.
Il mio corpo e la mia mente hanno fatto vacanze separate quest’anno, ma adesso si sono ritrovati e la crisi di coppia è ormai acqua passata.
Non è stato semplice, però.
Lì, lontano, fuori rotta, tra free hugs e french kisses si rischia di perdere il buon senso e le migliaia di piedi danzanti e barcollanti rendono difficile chinarsi per mettersi a cercarlo.
E’ più semplice lasciarlo in tenda, sperando che un lucchetto da diario segreto basti a tenerlo al sicuro.
La sensazione di vuoto, perché il buon senso pesa parecchio e non portandotelo dietro rischi di sentirti troppo leggero, la riempi con la Arany Aszok.
E’ ciò che ho fatto per una settimana. Otto giorni, in realtà, più ventiquattro ore di passi indietro.
Ma una volta a casa bisogna rimettere l’orologio al polso e cancellare i giorni scaduti sul calendario.
Va fatto subito, altrimenti vita e fuga si equivalgono e né l’una né l’altra hanno più senso.
Budapest mi ha sussurrato che le fughe eterne non servono a nulla, sono inutili cambi di scenografia che cercano di ravvivare un copione piatto.
Andare lontano dovrebbe essere un modo per ritrovarsi, non per perdersi. E prima di ogni cambiamento è necessario un ritorno.
Io sono qui… sono tornata.
Ho un braccialetto al polso che mi ricorda che a mille chilometri dalla realtà ho ritrovato la serenità ed è questa l’unico souvenir che ho sentito il bisogno di portare a casa.
Ora posso smettere di annodare lenzuola e limare sbarre, devo solo scegliere la porta dalla quale uscire e, una volta fuori, un itinerario da seguire e una destinazione da raggiungere renderanno la mia partenza un mezzo e non, come è stato fino ad ora, il fine.
Altre parole non servono.
Questo post non è per nessuno se non per me.
Mi servirà a ricordare questo ultimo giorno di agosto, l’incertezza entusiasta, la paura ambiziosa, la sensazione eccitante, magica, di poter sbagliare, perché ora non mi mancano più né il coraggio né la libertà per fare ciò che fino a ieri ritenevo impossibile: una scelta.
Categoria: I have a dream...




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