Adda passà a nuttata…
- Pronto Anna?
- Ciao Aurora! Dimmi!
- Senti… oggi pomeriggio, alle 17, c’è De Filippo in ateneo. Vuoi venire?
- Davvero?! Stefà! Stefaniaaa? C’è Maria de Filippi all’università!!!
Voci esultanti in sottofondo
- No, no…NO. Anna? De Filippo, no de Filippi. Luca, hai presente?
- Luca?
- Luca.
- Ma quello di Amici?
- Anna scusa, devo chiudere… ti richiamo, eh? Ciao.
Alle 16 sono già lì, con il mio trolley azzurro e un biglietto per un eurostar da dover utilizzare troppo presto per i miei gusti.
Le 18.45 la scadenza imprescindibile del mio piccolo sogno ad occhi aperti.
E così, seduta in prima fila, a neanche due metri dalla sedia più comoda e più nuova che abbia mai visto in facoltà e che tra poco sarebbe diventata un aureo trono dell’arte, attendo con ansia, senza poter comunicare a nessuno, se non alle mie unghie, la mia atroce impazienza.
Le 16.37. Quando le unghie iniziano a sanguinare decido di ingannare il tempo con qualcosa di meno autolesivo.
Ei fu siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette la spoglia immemore orb… è lui, è lui!!! No.
No no no noooo don’t funk with my heaaart… è luiiiiiii!!! No.
Primo gradino, secondo gradino, terzo gradino… primo gradino secondo gradino, terzo gradino… primo gradino, secondo… e poi sììì eccolo finalmente lui, tirar tardi dentro l’aula, accolto da un applauso lunghissimo.
Alto, mamma mia, mica sembrava. Mentre lo presentano e lo ringraziano del tempo perduto lui con aria di sufficienza guarda il cellulare… vabbè dai ci può stare.
Io mi concentro su quell’unica bottiglietta di Ferrarelle che ci separa e cerco di pensare a qualche aulica parola per dare al mio “Sa, questo spettacolo l’ho già visto due volte” un tono diverso da Complimendi per la trasmissione, ti seguo sembre.
Non riuscendoci, opto per un dignitoso silenzio e mi appresto ad aprire il mio cuore e il mio spirito alle grandi rivelazioni artistiche di cui sarò resa partecipe.
Le 17.50 e siamo ancora ai saluti.
Parla l’assessore, il prof, l’altro prof, di nuovo l’assessore. Ora tocca a lui. Dice che questo è un incontro, non una conferenza e lo dice con una meravigliosa O, chiusa magistralmente. Vuole domande a cui rispondere. Non sa da dove iniziare… ma io ho deciso per il silenzio e quindi attendo che qualcun altro si faccia avanti.
Quel qualcun altro non tarda ed ha la voce, condita con elegante accento barese, di un’aspirante attrice che sta per portare in scena con il suo grouppo teatrale Napouli milioneria. Lo ringrazia perché dopo aver visto un suo film ha deciso di fare teatro, lui perplesso ringrazia lei e l’ennesimo applauso sancisce questo breve scambio tra colleghi.
Vabbè dai, ci può stare anche questo.
All’improvviso però succede una cosa stranissima. La profezia di Anna si avvera.
Quello che doveva essere un alto momento culturale si trasforma in un talk show di secondo ordine, in cui poche sono le domande e molte le opinioni. Lui continua ad annuire o al massimo a ringraziare e passa la parola a chi alza la mano.
In tutto questo gli studenti, ammesso che non ci sia un’università della terza età nei paraggi, c’entrano poco. Ampie disquisizioni sullo Stato, sulla scuola e sui giuovani d’ogg vengono fatte da chi, con de Filippo, condivide solo l’età, e parlo di de Filippo padre…
Ma lui, lui figlio, che ci sta a fare?
Tra un intervento e l’altro riesce a prendere la parola per esporre il suo modo di lavorare lui non si emoziona sul palco se non in prova, perché durante lo spettacolo deve essere completamente presente a se stesso e per fare, da buon artista, un’aspra critica sui tagli del governo. Si passano il microfono, è uno per sei persone, lui lo vuole sull’asta e per ogni risposta deve risistemarselo, con evidente irritazione.
Io intanto, nel mio piccolo mi chiedo, ma perché parla al microfono?
Le 18.22… chiede ad un cameraman di scansarsi perché lo distrae, dice che è tardi e se ne deve andare, saluta. Io con la mia timida macchinetta mi avvicino a lui, da fan genuina gli chiedo una foto, ma è troppo impegnato a firmare autografi. Poi l’intervista al TG3. Ma io non demordo. 18.34. Professore per favore, quando finisce gli chiede se posso farmi una foto? Intanto chiacchiero con uno pseudomanager che ha la straordinaria capacità fisica di guardare con un occhio me e con un altro lui alle sue spalle e che mi dice che da lunedì finalmente il secondo cofanetto di Eduardo sarà in vendita. Faccio la grande appassionata, lui se ne frega cordialmente.
Nel frattempo l’intervista termina e lui sta per scappare via, ma il professore mantiene la sua parola.
- Questa signorina vorrebbe farsi una foto!-
Ce l’ho fatta!!! Mi affianco a lui gli arrivo all’ascella, il prof lui gli arriva all’ombelico prende la mira si toglie gli occhiali e… click! Senza neanche un ciao si allontanano entrambi nella nebbia del corridoio di Lettere.
Sono un po’ triste, anche delusa a dire la verità, ma almeno ho una foto, una prova tangibile, ricorderò questo momento per sempre… poi il dubbio… vediamo come sono uscita… la scena del prof che si toglie gli occhiali mi martella la mente, ma che importa… non sono mai stata molto fotogenica.
Pèrò dai, grazie prof, sono davvero carina…

Mi limito a dare un breve resoconto del poi.
- Oblitero il biglietto e corro al binario in tempo per vedere il mio treno che dodeskaden dodeskaden si confonde con l’orizzonte;
- Non ottengo il rimborso perché ho obliterato il biglietto;
- Ho pagato il doppio per viaggiare su un regionale che ci mette esattamente il doppio del tempo;
- Cerco di convincermi dell’esistenza di una qualche oscura forma di giustizia divina in questa proporzione;
- Arrivata finalmente in patria dopo dieci lunghi giorni di assenza, piove;
- Domenica la Mongolfiera sta chiusa.
Categoria: Del perché ogni tanto l'autodisintegrazione molecolare




manco da un anno ma la storia ?empre la stessa…sempre a fa casini tu eh?! cmq meglio la Defilippi ashdjkhajskhdjkashdj
Sei molto brava a scrivere…(e forse forse mi rode pure, in senso buono)
mi spiace enormemente per questo incontro veramente poco idilliaco… alla fine ?ero che ?n grande artista ma credo che la lezione paterna nn l’abbia imparata… quella sull’umilt?sull’avere un rapporto con il proprio pubblico, perch?enza quello un grande attore di teatro ?eramente pocoScusa se sono duraMaluna
non l’ho capita…
il mio commento gi?e l’ho fatto… un abbraccioe salutami il professore, scema
ma complimentoni vivissimi al tuo prof dallo strabismo galoppante!!bella foto!(come minimo ?a picchiare e seviziare.. U_U)Per il regionale chieder?mio padre(caro vecchio ferroviere) se x gli studenti fuorisede con la sindrome da nube di Fantozzi si applica la tariffa a tempo!!cmq sciocchezze a parte (ma mica tanto!!)il weekend ?ncora lungo..avrai modo di rifarti..Foggia ?os?iena di attrattive,di luoghi di svago..ehm..ok,fai conto che non ti abbia detto nulla!buon fine settimana..ciao