C’è grossa crisi!
Un ultimo esame da sostenere e poi potrò entrare di diritto nell’angoscioso limbo del periodo prelaurea (quella vera stavolta), nel vortice di depressione a cui tutti gli studenti accademici vanno incontro, meglio conosciuto come sindrome dell’ohcazzostopernonaverepiùscuseperfareil mantenutoparassitacomefarò.
Considerando che il mio periodo di parassitismo acuto è iniziato solo a maggio 2008, momento in cui ho finalmente scoperto il vero senso della frase “faccio l’università” che, a differenza di quanto creduto negli ultimi quattro anni e mezzo, con esami e lezioni ha davvero poco a che fare, la crisi a cui vado incontro sarà ben più profonda del dovuto.
E questo non può che provocarmi una crisi pre-crisi che, essendo in realtà anche una crisi post-crisi, visti gli ormai non più tanto recenti avvenimenti di cui tutti voi sapete a sufficienza, rende il mio periodo di crisi decisamente troppo dilatato nel tempo.
L’aver ripetuto sei volte la parola crisi nelle ultime cinque righe può darvi un’idea della gravità della situazione. Urge un rimedio.
In realtà, la soluzione sarebbe fin troppo semplice visto che l’esame in questione, il catalizzatore della disfatta, è quello di Statistica, l’appello è tra quattro giorni, io sono al capitolo 2 e tutto ciò che ha a che fare con i numeri rende i miei tempi di studio irrimediabilmente geologici (potrei illustrarvi la fenomenologia del mio cinque periodico in matematica, ma non voglio turbare ulteriormente il mio inconscio).
Potrei semplicemente decidere di passare la giornata al mare piuttosto che sui libri. Il precario equilibrio tra sono ancora in tempo e non ce la farò mai a finire il programma andrebbe in frantumi e io potrei crogiolarmi per qualche altro mese nello status di nullafacenza recentemente acquisito.
Ma ciò significherebbe passare l’estate in compagnia dei miei fatidici sensi di colpa e, soprattutto, dell’eco di un paterno te l’avevo detto pronunciato con voce soddisfatta, con cui colui che avendomi dato la vita si sente in diritto di deridermela ossessionerebbe le mie agognate vacanze senza soluzione di continuità.
Per non parlare dello stress che subirei al rientro dal mio viaggio di autodistruzione a Budapest quando, invece di potermi riprendere fisicamente e psicologicamente dagli eccessi disumani dello Sziget, dovrei costringere il mio ultimo neurone moribondo a riattivarsi prematuramente e mi sorbirei anche i suoi rimproveri perché non ho pensato di concedere il mio corpo piuttosto che la mia mente al vate dei numeri che avrà l’onore di mettere la parola fine alla mia via crucis universitaria (il mio neurone ha il senso pratico molto più sviluppato del rigore morale).
Quindi in definitiva la questione è: mi deprimo ora o mi deprimo tra un mese e mezzo?
Come sempre, si accettano suggerimenti.
Categoria: Del perché ogni tanto l'autodisintegrazione molecolare




cascade e invece mi tocca deprimermi oggi… però magari mi depilo pure, chissà che il prof non sia più clemente…
uomodellasabbia mango? ho detto deprimermi, mica suicidarmi… PS ‘azie…
abreast in realtà l’appello inizia oggi ma io sono in elenco per il 22… e sì, alla fine ho deciso di fare questo ultimo atto di volontà e lasciare in pace il neurone a settembre…
mmm… se la matematica non è un’opinione, oggi dovrebbe essere il giorno dell’appello! ti stai sufficientemente deprimendo? sicuramente è meglio farlo ora, visto che a quanto ne so Budapest tutto fa tranne che deprimere… trattasi di uno dei miei “sogni nel cassetto”, probabilmente tra i più realizzabili che ho.
prova a deprimerti adesso e fra un mese e mezzo…
cosi magari la prossima volta ti troverai con un periodo depressivo in piu da usare come jolly per quando non avri voglia di deprimerti…o per qualcosa per cui davvero non vale la pena deprimersi..ma e cosi facile cadere nel limbo che nn ci resisti.
Oppure non deprimerti affatto e prendila come viene tanto non cambia niente e se proprio hai voglia di pagare pengo ascolta mango…
un saluto
PS
divertente il blog
avevo letto: “mi depilo oggi o mi depilo tra un mese e mezzo?”, e capisci bene che la risposta sarebbe stata più semplice.
poi ho riletto.
io direi: deprimiti tra un mese e mezzo, ma solo se strettamente necessario.