Tornerà un altro inverno
Anche quest’anno, come ogni anno, è arrivato il mese più amato dagli studenti liceali e più odiato da quelli universitari: giugno.
E anche quest’anno come ogni anno, mentre i liceali si crogiolano nel primo di tre lunghi mesi di dolce far nulla (v. anche fankazzismo totale) noi poveri studenti universitari ci friggiamo le meningi sui libri in attesa di un lontano fine luglio a partire dal quale poterci godere venti giorni scarsi di vacanza. E prego tutti i lavoratori di non scrivere commenti del tipo godetevi questo periodo che andrà sempre peggio poiché vorrei evitare di pensare al peggio almeno per altri due anni.
Un tempo giugno era sinonimo di libertà.
Maniche corte, infradito, le prime insolazioni, sveglia alle 14 in tempo per mettersi a tavola e mangiare… di tutto questo ormai è rimasto solo un vago ricordo.
Categoria: Del perché ogni tanto l'autodisintegrazione molecolare | 9 commenti

Qualche giorno fa ho letto sul giornale un articolo che mi ha lasciato di stucco: gli agricoltori del Guangxi, una delle regioni autonome della Cina meridionale, si sono ribellati contro la legge del figlio unico, che impone il divieto di avere più di un figlio (a meno che non si abbia un permesso speciale, come ad esempio quando il primogenito nasce disgraziatamente femmina). Sembra che la pesante politica di controllo delle nascite, intrapresa dal governo cinese dopo la morte di Mao per contenere il preoccupante incremento demografico del paese, abbia superato il limite. La goccia che ha fatto traboccare il vaso, a quanto pare, è stata la bella idea del governo locale di inviare in giro per le città squadre per il controllo familiare, incaricate di stanare i terribili secondogeniti e multare i genitori degeneri, pignorando qualche oggetto di valore in caso di mancato pagamento. E così i miti contadini, stufi di sopportare simili angherie, sono scesi in strada e, in circa 20.000, hanno fatto l’imitazione dell’incredibile Hulk, lanciando pietre, rovesciando auto e appiccando incendi.
Vi ho lasciato con le mie perplessità sul nuovo serial di Italia 1, Ugly Betty, promettendovi a breve delucidazioni sul perché del mio giudizio semi-negativo.

La prima cosa che faccio quando mi trovo davanti un computer provvisto di connessione internet è correre nel mio blog a vedere se ci sono nuovi commenti.

