Voglio approfondire i vostri deficit
Non so quanto possa interessarvi questa notizia, ma devo necessariamente condividerla con qualcuno: ho trovato la mia strada.
L’idea iniziale di diventare una grande star del cinema, poi sostituita da quella di diventare una grande attrice di teatro, a sua volta rimpiazzata da quella di diventare una grande scrittrice (potrei continuare così per ore) è ormai acqua passata.
Della serie impara l’arte e mettila da parte, ho deciso all’improvviso di dare un senso ai quasi cinque anni spesi volontariamente tra banchi scomodi, sedie a tre gambe e improbabili animaletti striscianti non identificati: farò la neuropsicologa.
Come Wikipedia gentilmente ci informa, la Neuropsicologia clinica è una sub disciplina della psicologia specializzata nella valutazione e nel trattamento riabilitativo di pazienti che hanno subito un danno cerebrale vascolare o traumatico oppure un deterioramento cognitivo.
I pazienti classici per un neuropsicologo clinico comprendono persone con trauma cranico, danni cerebrovascolari come ictus, emorragie e rotture di aneurismi, tumori cerebrali, epilessia, demenze, patologie mentali gravi per quanto concerne la parte neurodisfunzionale, un ampio spettro di disordini dello sviluppo come deficit attenzionali, disturbi dell’apprendimento, autismo, ed altro.
Io voglio fare la neuropsicologa. Io DEVO fare la neuropsicologa.
Categoria: I have a dream... | 16 commenti

Mi sono fatta attendere, ma vi prometto che non ve ne pentirete.
Ho deciso di fare questa nuova esperienza di scrivere al buio dato che sono appena tornata dall’oculista e i miei occhi hanno più o meno le sembianze della luna che potete vedere in alto a destra con l’iride waxing crescent che cerca disperatamente di non essere inghiottita dal buco nero della pupilla… che poi non capisco perché usino il collirio che è così fastidioso e fa male quando potrebbero benissimo passarti una dose e ottenere lo stesso effetto e tutti sarebbero contenti di pagare la parcella…
Lo so che non ho mai prove tangibili di quello che dico… posso solo dirvi (e non me ne vogliate se sono sempre cinica) che per l’emozione tremavo più di lei…
In ritardo come sempre, ma alla fine anche io arrivo.

