La maledizione dello Scripta manent (o del perché le parole talvolta mi rendono inquieta)

3maggio09.pngMi è capitato altre volte di non scrivere per un po’,  non tanto per mancanza di tempo quanto per latitanza ispirativa. Voi che mi seguite nell’ombra dovreste aver imparato ormai che ciò accade di solito quando nella mia vita avviene un cambiamento. Non importa tanto che esso sia positivo o negativo, ma fondamentalmente è qualcosa che arriva silenzioso e inaspettato e dà uno scossone all’agognato equilibrio che ormai da tempo cerco di ricostruire invano.

Il mutismo letterario che deriva da queste occasioni può avere più di una giustificazione. Da una parte, è la concreta manifestazione della classica sensazione del non aver parole, preambolo di un periodo più o meno lungo di meditazione che permetterà di metabolizzare la cosa e riprendere in mano la penna. D’altro canto, potrebbe essere anche pura e semplice omertà, il non voler esternare i propri pensieri lì dove hanno libero accesso tutti coloro che vogliono. Un non voler mettere le carte in tavola, insomma, per preservare quanto c’è di più bello nelle vicende umane, ossia l’imprescindibile grado di indeterminatezza che ne vivacizza le sorti.

Leggi tutto

Tirando le somme

1gennaio09.pngHo perso un punto raffermo, due amici fedeli e la presunzione di santità.

Sono sopravvissuta fino a marzo e ho ricominciato a vivere in aprile.

Ho affrontato mia madre, senza risultati.

Ho affrontato mio padre, senza risultati.

Ho imparato a dire sticazzi. In più lingue.

Mi hanno insegnato la differenza tra essenziale e auspicabile.

Non sono più delegadipendente.

Leggi tutto

Free advices dispenser

25settembre08.pngQuando ho incominciato il mio percorso universitario, cinque anni fa, facevo parte di una nutrita schiera di postadolescenti allo sbaraglio che aveva come unica certezza quella di non avere la minima idea di cosa fare della propria vita.

La scelta della facoltà, ben lungi dall’essere consapevole e motivata, avvenne per esclusione.

Il mio ormai noto cinque periodico in matematica mi portò a scartare le facoltà scientifiche, l’eccessiva impressionabilità quelle mediche, la mancanza di pazienza i corsi artistici e la scarsa predisposizione alla menzogna quelli giuridici.

Rimaneva il disoccupante mondo delle facoltà umanistiche.

Leggi tutto

Cambia il vento, cambia il tempo

15maggio081.pngOk, una stanza con due pareti fucsia e una completamente fatta di finestre, senza doppi infissi, che affacciano su una strada risaputamente trafficata a tutte le ore del giorno e della notte, non è proprio il massimo.

Svegliarsi tutti i giorni alle 5.30 per prendere un autobus che ci mette quarantacinque minuti per compiere un tragitto per cui ne basterebbero dodici, tornare a casa stremata giusto in tempo per collassare un attimino e mettersi a studiare e la sera fare l’eremita perché alle 22 non c’è la forza neanche per uscire dai jeans e infilarsi nel pigiama figuriamoci per intrattenere anche la più primitiva forma di relazione sociale, ma tuttavia non riuscire ad addormentarsi prima delle 2 perché le altre sì che ce l’hanno la forza di intrattenere relazioni sociali e il luogo deputato per tali scambi reciproci è la cucina, guarda caso l’unica stanza della casa che non ha una porta, e in tutto ciò essere troppo stordita per riuscire a decidere se il fatto che le copiose risate dei copiosi presenti non domiciliati, spesso e volentieri, hanno un volume tale da coprire i rumori provenienti dalla strada sia effettivamente una cosa positiva, neanche questo è il massimo.

Leggi tutto

Del cervello e di altri demoni

30marzo08.pngE’ molto alto e ha delle scarpe strane.

Quando entro nella stanza accenna un sorriso scrutandomi con la coda dell’occhio, senza interrompere ciò che sta facendo.

Mi siedo alla sua sinistra e osservo in silenzio.
Dopo qualche secondo il suo sorriso si allarga e senza guardarmi mi porge la mano destra e sussurra “Alessandro”.

La dottoressa blocca il cronometro e ridendo gli chiede perché non avesse aspettato la fine della prova per le presentazioni.

Lui risponde semplicemente: “E’ bella”.

Leggi tutto