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Del cervello e di altri demoni

30marzo08.pngE’ molto alto e ha delle scarpe strane.

Quando entro nella stanza accenna un sorriso scrutandomi con la coda dell’occhio, senza interrompere ciò che sta facendo.

Mi siedo alla sua sinistra e osservo in silenzio.
Dopo qualche secondo il suo sorriso si allarga e senza guardarmi mi porge la mano destra e sussurra “Alessandro”.

La dottoressa blocca il cronometro e ridendo gli chiede perché non avesse aspettato la fine della prova per le presentazioni.

Lui risponde semplicemente: “E’ bella”.

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Scrivere o non scrivere, questo è il dilemma

18gennaio08.pngL’aspetto più brutto della fine di una storia non è il dover improvvisamente cambiare le proprie abitudini, il doversi adeguare alla mancanza di una persona che ti è stata vicino per anni e che all’improvviso non è più utilizzabile come punto fermo della tua vita o la rinuncia forzata ad una realtà che, nonostante i problemi, tutto sommato non ti dispiaceva.

Dopo due mesi abbondanti dal fattaccio, sono arrivata a questa consapevolezza: l’aspetto più brutto della fine di una storia è che, per un periodo ragionevolmente lungo, non puoi più scrivere sul blog tutto ciò che vorresti.

E se ci pensate bene non è affare da poco.

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Si… può… FARE!

22ottobre07.pngMartedì 16 Ottobre - Giro di perlustrazione

Fare 5,6 km con una bici senza cambi, proprio all’ora in cui lavoratori in pausa, bambini affamati e mariti inviati a comprare il pane si riversano caoticamente nelle strade cittadine, non è cosa per me.

Con questa convinzione, faccio il mio ingresso trionfale nella mia nuova casa del benessere.
Arrivo al banco della reception ansimante e sudaticcia, cosa che normalmente dovrebbe succedere all’uscita dalla palestra, non entrandoci, soprattutto se quella è la prima volta che ci vai. Ma la parola normalmente non esiste nel mio vocabolario e chi mi conosce ha imparato ad accettarlo.

Fortunatamente anche la receptionist già mi conosce e non si impressiona più di tanto per il mio esordio fantozziano. Starà pensando che anche se non ci vediamo da tanto, non sono cambiata per niente. E come darle torto.

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Nonna Papera mi fa un baffo

22settembre.pngDomenica mia madre parte e starà via per una settimana.

Lei dice che va a fare uno stage a Bologna.
Io non posso fare a meno di pensare che si sia trovata un uomo, uno decente intendo, di quelli con i soldi e la voglia di spenderli e con il capello brizzolato che fa tanto George e che fa impazzire le cinquantenni sulla via del tramonto.
Questo dovrebbe sconvolgermi, ma non lo fa.
In realtà sono anni che sogno uno “zio” George.

Quello che mi sconvolge, invece, è la mia totale assenza di euforia alla notizia.
Di solito quando un genitore annuncia una partenza, soprattutto se la cosa è improvvisa e inaspettata, la reazione emotiva della progenie è piuttosto forte e cresce proporzionalmente al numero di giorni per cui mamma e/o papà permarranno extra moenia.

Lo scombussolamento fisiologico è inevitabile; dall’abilità nel celare l’eccessivo entusiasmo dipenderà la frequenza di telefonate di controllo e di visite dei vicini che si riceveranno durante la loro assenza.

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Tilt

2luglio.pngMancano tre giorni all’ultimo esame e quattro giorni alla libertà.
Il traguardo è vicino, finalmente sto arrivando. Alla Dorando Pietri, ma sto arrivando.
Se non riuscirò a sopravvivere a quest’ultima tortura, e le possibilità che ciò accada sono piuttosto concrete, come ultime volontà chiedo a chiunque mi abbia voluto bene di infilare le mie lattee fattezze in un costume da bagno che valorizzi la mia conformazione fisica e in un’armatura di crema solare e, dopo avermi posizionato su un materassino biposto con tutti i miei oggetti più cari, in primis i-pod e settimana enigmistica, di lasciarmi andare alla deriva nelle vicine acque del golfo di Manfredonia, in modo che io possa raggiungere il mondo degli spiriti in completa serenità (Ho visto Dead Man di recente). Se invece gli dei vorranno risparmiarmi e venerdì sarò ancora viva, chiedo a chiunque mi voglia bene di fare esattamente le stesse cose, ma in acque meno inquinate.

In realtà non sto proprio male, io sono sempre un po’ ipocondriaca… è che qualche giorno fa ho fatto una tac al cervello e dalle lastre è risultato questo, non so se sia il caso di preoccuparsi o meno.

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