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Chiodo schiaccia chiodo

17giugno.pngDa un po’ di tempo qualcuno cerca, con subdoli e goffi stratagemmi, di attentare alla mia incolumità. Ormai ne sono sicura, le coincidenze sono troppe e anche in questo caso la regola dei tre indizi e una prova, nonostante in CSI non l’abbia mai detto nessuno (e mi ripropongo per questo di contattare personalmente lo sceneggiatore ed esprimergli tutta la mia ammirazione), rimane valida.
Ora, l’idea di avere un aspirante stalker tutto per me quasi mi lusinga, non capita tutti i giorni che qualcuno abbia come unico scopo di vita quello di perseguitarti o cancellarti dalla faccia della terra. Non ho rancori per questo. La cosa che mi fa incavolare, però, è che lo fa servendosi meschinamente di ciò che ho di più caro al mondo: la pizza.

Finché uno ordina una pizza con rucola e dentro ci trova un elastico verde, di quelli che servono a legare la verdura, poco male… può capitare.
Se sta gustando una pizza con pomodorini e scaglie di grana e si ritrova a tagliare col coltello uno di quei cosetti metallici che servono a chiudere i sacchetti per surgelare è strano, ma vabbé dai magari qualche ingrediente lo mettono nelle buste per tenerlo più fresco, ci può stare.
Ma quando uno decide di prendere una Margherita semplice, pura, l’abecedario delle pizze, pomodoro, mozzarella e se proprio ci vai di lusso una fogliolina di basilico e si trova improvvisamente a masticare un CHIODO secondo voi cosa dovrebbe fare??? Ovviamente se sopravvive.

E’ evidente: sono vittima del maniaco delle pizze.
Ieri l’idea era quella di concludere una magnifica giornata, iniziata con una stupenda mattinata al mare e continuata in un cinema con George, Brad, Casey e Matt in versione “rapiniamo col cuore”, con una cenetta romantica a sugello di queste 24 ore di totale (e arbitraria) vacanza.
L’unico sforzo cognitivo ammesso, in realtà fin troppo impegnativo considerando le esperienze passate, era quello necessario a decidere il locale che ci avrebbe ospitato. Impresa resa più ardua dalla folla del sabato sera, che ci ha crudelmente estromessi dalle nostre scelte abituali causa mancata prenotazione.

Alla fine la scelta è ricaduta su un posto nuovo, all’apparenza tranquillo e abbastanza d’elite per farsi pagare una porzione di patatine 4 euro. L’accoglienza comunque è stata invitante, tanto che già stavamo per includerlo nel nostro ricco carnet dei “luoghi per la pappa”, nonostante i prezzi non proprio consoni a una studentessa e un lavoratore part-time.
Il mio stomaco che, dopo la frugale grigliata del pranzo (che mi ha permesso di apprendere che se sul menù c’è scritto grigliata mista di spigola, scampO e seppiA vuol dire che nel piatto ci sarà una spigola, uno scampo e una seppia e che ti lamenti, la differenza tra singolare e plurale l’hai studiata no?!?) era di nuovo sul piede di guerra, ha accolto con discreto entusiasmo il fatto che le pizze fossero arrivate mentre ancora masticavo il penultimo boccone di antipasto, cosa che solitamente mi irrita non poco.
Pure la mozzarella tendente al marroncino, segno di una permanenza nel forno uno zinzino troppo prolungata, non mi ha distolto dal mio obiettivo primario: sfamarmi. E poi in fondo era buona, il che non guastava.
Poi, quando ormai la metà sinistra del piatto era quasi del tutto vuota, è successo il fattaccio.

Se mi avesse visto qualcuno, a quest’ora sarei legata ad un letto con padre Amorth che urla “Esci da questo corpo!”, oppure Magalli mi avrebbe invitato a Mezzo giorno in famiglia a parlare di come ho scoperto la mia capacità di materializzare le cose.
Ma siccome la mia discrezione non ha limiti, dopo essermi resa conto che quella cosa dura e fredda che ruminavo insieme alla mozzarella non era un mio canino, mi sono limitata a sputare il tutto nel tovagliolo e a mostrare la metallica reliquia al mio accompagnatore. Il quale, con un eloquente “Stukaz”, tipica esclamazione utilizzata dall’elite foggiana per esprimere sorpresa o meraviglia, si è diretto verso il capo baracca e, da vero signore, prendendolo in disparte, gli ha consegnato l’arma del delitto, subito scomparsa tra le mani di lui. La totale assenza di scuse nei confronti della sottoscritta, associata al semplice “Ve la faccio rifare?” a cui abbiamo ovviamente risposto con un cautelativo rifiuto, mi ha portato a trascorrere i successivi 35 minuti in contemplazione della metà pizza che si raggrinziva nel piatto, affogando la fame e lo spavento nella birra rimasta e pensando che il piercing palatale non l’ha ancora inventato nessuno. Credo. Nel frattempo mi chiedevo se sul menù ci fosse anche la pizza con i chiodini, ma non ho avuto modo di controllare.

Poi, al momento del conto, il grande capo si avvicina al tavolo e esclama “stasera siete miei ospiti, non dovete preoccuparvi di niente” che suona tanto come un “ti farò un’offerta che non puoi rifiutare”. Poi, toltosi l’accento siciliano e con voce quasi impercettibile, tra le signore d’elite che tentano di carpire quante più informazioni possibili sull’elegante gesto, ci spiega che loro usano solo legna di ulivo e che il chiodo può essere arrivato da lì e che se andiamo durante la settimana è più tranquillo e certe cose non succedono e che se acchiappa quello che ha messo il chiodo etc etc.
Io, intanto, penso ai 30 euro che sono rimasti al calduccio nel portafogli e a nient’altro.

E alla luce di questo, in fondo, è stata un’ottima serata.

9 Commenti per “Chiodo schiaccia chiodo”

  1. amicaT sapendo che non è né intelligente né cinematograficamente colto come mi consolo?

    moruccio e mèèè… si ppropr a cchiuv

    b-right carini i proverbi giapponesi… credo che ne farò uno studio approfondito

    maluna
    è tutto vero… ma non la busta, il cosino di metallo che serve a chiuderle… sono una privilegiata :)

  2. cavolo sono senza parole… come minimo vi doveva non far pagare quello che è successo è un fatto gravissimo… ma poi veramente anche in altri casi ti è capitato l’elastico e la busta???
    Maluna

  3. Si, però sei stata fortunata a non averci lasciato
    un dentino. Come cavolo ha fatto a finirci?????
    Posso capire la blatta finita nel piatto di tagliolini
    al burro e tartufo bianco di un mio amico….hahahah!!!
    scoperta solo alla fine hahahahah!!!!
    E sti tirchiacci dei gestori mica ce l’hanno fatto
    lo sconto, vabbè che era tutto buono e il tartufo
    era a buon prezzo…peròòòò!!!!
    Così, era tanto per tirarti un pò su il morale :-)

    In giappone il proverbio è diverso: Kioto scaccia Tokio
    ciaooo
    un simpatico saluto a te e al tuo boyfriend

  4. A mirabilandia mai…le montagne russe?che si malht??
    aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

  5. so’ mejo io che le pizze le pijo al todis discount, surgelate, pacco famiglia e quando sono in offerta…col cacchio che ce lo trovi un chiodo: nel confronto tra il prezzo delle pizze e quello di un chiodo, ci andrebbero economicamente a perdere! non si regala niente per niente!!

    ehi, l’idea delll’amoruccio part-time (…) mi puzza di plagio di super-cazzola…non sono sicura, ma sul primo amici miei non c’è una scena simile? vabbè, dài, consolati, non sarà intelligente, ma almeno in apparenza è cinematograficamente colto…

    PORTACI, PORTACI, A MIRABILANDIA!
    OOOOOO ANDIAMO, A MIRABILANDA!

  6. abreast ti farò sapere allora!

    moruccio mio non ti facevo così intelligente…

    Shaol
    se scopro che fanno tutti così da oggi in poi mi porterò sempre un chiodo nella borsa

  7. Il maniaco delle pizze mi fa accapponare la pelle, spero non arrivi a colpire anche qui °_°!

    A parte l’ironia è una vergogna, meno male che almeno loro te l’hanno offerta!

  8. ti pare il caso di rivelare a tutti la mia appartenenza alla nobiltà foggiana??

    comunque ti devo confessare una cosa….in realtà il chiodo te l’ho messo io nella pizza…non avevo i soldi per pagare il conto!!

  9. cambia pizzeria!!! e se la sfiga continuerà a scagliarsi su di te rivolgiti pure a me, ti porto io in posti dove la pizza è buona e assolutamente “non rischiosa”!

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