Dalle Alpi(lle) alle (lav)Ande - I
La decisione della meta delle vacanze e dei relativi itinerari è un processo lungo e articolato a cui ogni anno, attraverso esclusioni, ripensamenti e decisioni sofferte, A. e C. si dedicano a partire dall’immediata fine della vacanza precedente fino a poche ore prima della partenza successiva.
Le finaliste 2007, elette a insindacabile giudizio per sfinimento a luglio inoltrato, erano state Irlanda e Provenza.
La scelta sembrava più ardua del previsto. Per la prima volta, infatti, C. osava opporre resistenza alla volontà, solitamente insindacabile, della sua dolce metà.
Nella decisione finale, aveva giocato un ruolo decisivo la crisi di nervi con la quale A. aveva espresso il suo disappunto per la prospettiva di andare d’estate in un posto in cui il sole fa capolino sì e no tre giorni l’anno …e sicuramente non quando ci andremo noi, voglio abbronzarmi, odio la pioggia, voglio il caldo, voglio i sandali, odio le felpe, gli aerei cadono…
Di fronte ad argomentazioni tanto convincenti C. non aveva potuto che cedere. La frase finale poi, risvegliando il suo spirito aviofobico, aveva stroncato sul nascere qualsiasi ulteriore tentativo di obiezione.
Come prima tappa provenzale, decisa anch’essa dopo notti insonni con il presupposto di ignorare a priori le grandi città e i posti alla moda, la scelta era ricaduta su Saint Andres les Alpes, un leggiadro paesino di dieci anime che li accolse con la versione rivista e aggiornata del diluvio universale e una temperatura serale di tredici gradi centigradi.
Lampi e fulmini aspettarono giusto il tempo di permettere ad A. e C. di montare la tenda nel grazioso campeggio rupestre e di appendere asciugamani e accappatoi a far prendere aria. Appena l’ultima molletta fu al suo posto, le forze della natura si scatenarono impietose sulle loro teste.
Il primo di una lunga serie di risotti liofilizzati fu cucinato in macchina, con la pioggia battente a scandire sul parabrezza i venti minuti circa di cottura. A pasto finito i due, rinunciando coraggiosamente all’idea di abbassare i sedili e dormire al calduccio dell’abitacolo, si ritirarono nei loro alloggi e, dopo aver elogiato a lungo la resistenza del doppio tetto impermeabile incoraggiandolo a continuare così (le credenze animiste di C. riguardo alla tenda erano sempre più consistenti), iniziarono a scambiarsi le impressioni sulla prima effettiva giornata di vacanza.
- Il sole di Provenza, vero? In Irlanda fa freddo, VERO?-
C., da buon esponente del genere maschile, non si fece sfuggire l’occasione di rinfacciare.
- Che vuoi da me, tu mi porti sulle Alpi… -
Rispose A., da ottima esponente del genere femminile.
Il botta e risposta, fulgido esempio dell’eterna lotta tra i sessi, durò poco. Il fornellino, acceso in tenda per evitare le sgradevoli conseguenze di un’ipotermia, bruciò rapidamente gran parte dell’ossigeno disponibile e A. e C., malgrado tutto, si addormentarono felici.
La mattina seguente il sole splendeva e gli uccellini cantavano di nuovo.
Con un rapido guado della piazzola, A. e C. raggiunsero la macchina e, sgommando nel fango, si lasciarono il campeggio alle spalle.
Tappa successiva: le gole del Verdon.
fine terza puntata
Categoria: Sono soddisfazioni...




andrea è in pole position per l’anno prossimo… mi porterò un ombrellone.
Ripensaci riguardo l’Irlanda. E’ fantastica.
E nelle giornate di sole…
emerson bentornato! Se vivessi in Sardegna probabilmente non avrei tutti questi dubbi nello scegliere la meta delle vacanze!
Novocaine con il pigiama infilato nei calzettoni e il sacco a pelo fin sopra le orecchie l’atmosfera non era proprio romantica…
eehehhehe spassoso resoconto… però avete sottovalutato l’atmosfera di una tenda sotto il diluvio, in due… :)
Eh gia’, la scelta della meta per le vacanze e’ ardua…te lo dice uno che decide sempre all’ultimo momento…ma dovunque mi portino poi le gambe c’e’ sempre una sola e unica certezza…una tappa in un angolo della mia Sardegna…non ci son Caraibi che tengano a confronto.