Dalle Alpi(lle) alle (lav)Ande - II
Il temporale era ormai lontano e il sole aveva cancellato quasi ogni traccia del suo passaggio.
L’unico segno tangibile rimasto, nemico troppo potente per i tiepidi raggi del mattino, era il fango che, durante la notte, si era insinuato ovunque.
A. e C., insieme allo stratino di melma che aveva deciso di accompagnarli per il resto del viaggio, incollandosi indelebilmente sotto le loro suole (e grazie al quale A. poteva finalmente realizzare il sogno di sentirsi svariati centimetri più alta senza saper camminare sui tacchi), costeggiavano il Lac de Castillon in direzione della famosa Corniche Sublime, la magnifica strada panoramica che fiancheggia e attraversa le gole del Verdon, meta comune di chi soffre di vertigini e ha la tendenza a farsi del male.
A. ammirava estasiata il panorama dal finestrino.
Il lago, con le sue sfumature verdi e gli isolotti alberati, le piacque talmente
tanto che, non contenta di aver già costretto C. a fermarsi in ogni punto possibile, con la scusa di aver dimenticato la fotocamera in campeggio lo obbligò a tornare indietro e ripercorrere la strada un’altra volta.
Arrivati a Castellane (di nuovo), passaggio obbligatorio per raggiungere il Verdon, decisero di fermarsi per fare colazione.
Parcheggiarono all’inizio del paese e, scesi dalla macchina, si fermarono qualche secondo ad annusare l’aria.
- Lo sento! Lo sento! - gridò A. eccitata e iniziò a correre tra le viuzze.
C., meno abile nel riconoscere i profumi, la seguì fiducioso.
L’odore di burro funzionava meglio di qualsiasi navigatore satellitare.
Seguendolo, dopo pochi istanti A. e C., come previsto, si ritrovarono di fronte ad una piccola boulangerie, all’interno della quale decine di cestini strabordanti di croissant aspettavano solo di essere svuotati.
A., sgomitando due bambini affamati e la loro anziana nonna, si infilò nel minuscolo locale e cercò di farsi strada tra le desperate ménagère per arrivare al bancone.
Con un sonoro -Oooooooh!- di meraviglia si guadagnò facilmente la pietà dei presenti che, commossi, le fecero spazio in prima fila.
Intontita dalla grande varietà di quelle che i francesi chiamano poco patriotticamente viennoiserie e frustrata dall’incapacità della commessa di spiegarle in inglese il contenuto di ognuna di loro, dopo aver riflettuto a lungo, A. prese due decisioni importanti: per prima cosa scelse di acquistarne due esemplari di ogni tipo, in modo da non fare torto a nessuno ed evitare lo snervante “mi fai assaggiare?” con cui C. era in grado di rovinare, puntualmente, i momenti culinari più esaltanti.
In secondo luogo, giurò su quel sacchetto unto e bisunto, costatole più di quanto avessero speso nei primi tre giorni di vacanza, che appena tornata a casa avrebbe disseppellito dalla polvere il corso di francese De Agostini e si sarebbe messa di impegno per imparare quanto più possibile di quella lingua sconosciuta.
A partire dalle cose essenziali:
Pancia piena e cuor contento, i due si rimisero in viaggio. Dopo pochi chilometri e molte curve arrivarono al Point Sublime, il belvedere per eccellenza, 870 metri di strapiombo sul Verdon e 50 cm di muretto per proteggere gli astanti dal pericolo di strapiombare.
Lasciata la macchina sul ciglio della strada, A. e C. scesero ad ammirare il panorama.
A pochi metri da loro delle scalette scavate nella pietra, eludendo il muretto, si gettavano in picchiata verso il fiume. Su di esse si riversava, senza esitazioni, un flusso continuo di turisti, muniti di scarponi, bastone da montagna e polpacci da competizione.
C. si diresse con decisione verso di loro.
- Potrebbe piovere di nuovo… e poi ho i sandali, mi sono dimenticata la felpa, mi fa un po’ male la caviglia. Potrebbe scapparmi la pipì. Non abbiamo portato l’acqua, c’è il rischio che ci rubino la macchina. Potr…-
- Lo facciamo sto percorso a piedi o no? -
- No?-
Stavolta le motivazioni di A. non erano state abbastanza convincenti. C. la prese per un braccio e iniziò a trascinarla per i ripidi scalini rocciosi finché gli 870 metri sotto i loro piedi diventarono 870 metri sopra le loro teste.
fine quarta puntata
Categoria: Sono soddisfazioni...




Novocaine se vuoi ti passo gli appunti :)
ahahahah sono d’accordo… bisogna imparare le parole fondamentali di ogni lingua :)
Sono tornataaaaa!!!
AmicaT il problema è che gli 870 m erano in verticale non in orizzontale… amore mio è sempre lo stesso, perché a te non è G. scusa?
Maluna a giudicare da come mi sono impigrita ultimamente 11 km li farei in sei mesi!
il mio ragazzo mi sta ancora maledicendo per gli 11 chilometri che gli ho fatto percorrere tra le gole di samaria :) però ne è valsa la pena ;)
Maluna
870 metri e tutte quelle frigne?!? cosa penserebbe di te mazzilli??!? ih ih ih!
ma…perchè C.?? capisco che A. e A. avrebbe potuto creare un po’ di confusione ma…C.?? non è che hai cambiato amore tuo? Camillo? Carolino?? Casper???
ilaLuna84 grazie mille e benvenuta!
Sai che scrivi davvero bene? Piacevole scoperta, questo blog!! Grazie per essere passata da me! :)