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Del perché quando sento una fisarmonica suonare penso ad Avignone e mi rabbuio

26aprile08.pngAgosto.
L’amore era quello che era, ma alla Francia, a una tenda e alle vacanze tanto attese non puoi dire non ti amo più.
Del resto, riempire di partenze e progetti una storia vuota è un ottimo metodo per autoingannarsi e i nostri viaggi erano sempre bellissimi e i nostri programmi per il futuro sempre grandiosi.

Io non cercavo la verità, il mio intento era di evitarla il più possibile e mi illudevo che mille chilometri fossero sufficienti a tenerla lontana.
E invece è stata lei a scovarmi in terra straniera.
Ci sono andata a sbattere contro, me l’hanno raccontata in francese due artisti di strada.

Lei è piuttosto bruttina, ma le imperfezioni del suo viso si annullano nei gesti e nella voce.
Tutto è sapientemente calcolato, ogni cosa avviene nel momento preciso in cui lei ha deciso di farla accadere.
Cerca di attirare l’attenzione dei passanti con qualche accordo stonato e non ha difficoltà a raggiungere il suo intento. Quando una piccola folla di turisti è finalmente riunita, inizia a parlare.

Racconta agli astanti incuriositi, con parole che non riesco a comprendere ma che intuisco, una storia d’amore.
La fisarmonica si contorce sotto il suo tocco, lamentandosi a tempo per suscitare ilarità in cambio di qualche moneta.

Lui è decisamente bello.
Ha lo sguardo latino e i muscoli pulsanti e l’abbronzatura evidenzia sia l’uno che gli altri.
Non piacevole all’olfatto quanto alla vista, ma si sa, sudore e lavoro hanno effetti collaterali.
Asseconda la bruttina rispondendo alle sue domande e il più delle volte ciò provoca risate generali alle quali partecipo per spirito di gruppo, rimpiangendo di non aver studiato il francese a scuola.

A vederli così, difficile pensare che siano una coppia.
Lei con la fisarmonica in mano sembra Steve di Otto sotto un tetto, saranno fratello e sorella, parenti, amici di infanzia, qualsiasi cosa ma per carità, non una coppia.

Ma poi lui accende il fuoco… e inizia la danza.

Il modo in cui la guarda, la sensualità dei movimenti, l’unisono delle intenzioni… il silenzio, rotto solo dal rumore delle fiaccole accese che lui muove con maestria e delicatezza, chiudendo entrambi tra le fiamme, allontanando da quell’estasi il resto del mondo.
Passione allo stato puro.

Mi sento improvvisamente sola, ma non lo sono e mi stringo più forte al mio lui di riflesso.
E’ una cosa che faccio spesso, sentire il suo corpo vicino mi aiuta a tollerare la distanza della sua mente.

L’applauso finale mi risveglia da un sogno ad occhi aperti in cui ormai mi rifugio troppo spesso.
E’ il momento di tornare alla realtà, ancora una volta.
Ma per la miseria siamo ad Avignone, la Francia, la tenda, le vacanze… non ti starai mica lamentando?

No… no.

Ecco, io il francese non lo capisco, non ho idea di cosa abbia raccontato la bruttina, né di come sia andata a finire la storia.

Ma i corpi parlano tutti la stessa lingua.

E quei due corpi, sudaticci, stanchi, costretti a ripetere sempre le stesse parole, a compiere i medesimi gesti più e più volte al giorno, per quanto possa sembrare assurdo, erano contenti di farlo.
Contenti della loro routine.

Tornerò ad Avignone, me lo sono ripromessa.
Ci tornerò quando avrò trovato il mio fuoco, quando le fisarmoniche non mi faranno più questo effetto.

5 Commenti per “Del perché quando sento una fisarmonica suonare penso ad Avignone e mi rabbuio”

  1. sono “pesanti”! vogliono a tutti i costi imporre il loro modo di essere e di pensare, non danno spazio agli altri, sono nazionalisti fino all’inverosimile… bleah!

  2. Shaol da quanto tempo in effetti… ribenvenuta :)

    abreast e che ti hanno fatto i francesi?

    Gio gio se non trovo un uomo decente nei prossimi mesi potrei considerare la cosa… ti faccio sapere ok?

  3. te lo giuro: se io (o tu) fossi maschio, ti chiederei di sposarmi.
    (Con la separazione dei beni, ovviamente).

  4. bellissimo post, anche se personalmente non ho molta simpatia nei confronti dei francesi…

  5. Quanti bei post mi son persa in questi mesi, piano piano sto recuperando e noto che sei sempre più sensibile e sorprendente. E’ stato un piacere iniziare a leggerti di nuovo.

    Un abbraccio ;*

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