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Ho fatto le pulizie di primavera

13febbraio_3.pngQuesto blog meno di un mese fa ha fatto un anno ed è passato inosservato… eppure c’è stato un periodo nel quale per me era così importante da farmi svegliare la mattina alle 8 per leggere i nuovi commenti e da aspettare fremente che passasse qualche giorno per poter aggiornare. C’è stato un periodo… la mia vita ne è piena.

Credo di non essere mai riuscita in tutti i vent’anni e un mese abbondante che mi ritrovo, a portare a termine qualcosa. Mai. Qualcuno, volendo lenire il mio senso di frustrazione, le ha chiamate passioni fugaci, quelle che ti prendono e ti accecano per un po’ in modo da non farti vedere nient’altro. Sono belle da vivere, ti esaltano, ti senti improvvisamente forte e cosa più importante… capace.

Poi all’improvviso l’effetto svanisce e riapri gli occhi e… beh a quel punto di solito la realtà mi si spiaccica in faccia e il più delle volte ha le sembianze di mio padre che mi viene incontro urlando un soddisfattissimo Te l’avevo detto!… altre volte mi va meglio e davanti ai miei occhi si presenta solo un muto paesaggio medio-deprimente che nel suo eccessivo silenzio sembra voler dire (permettetemi un latinismo) Mò t’a vid tu.

Bene, la mia relativamente breve esistenza è stata scandita da cecità temporanee. Sono sempre guarita, questo è vero, ma ogni malattia lascia il segno del suo passaggio e quella piccola cicatrice, visibile o meno che sia, ogni tanto fa male. Ed ora è successo di nuovo. Però stavolta è diverso. Finalmente diverso.

Sapete, in questi giorni ho finalmente fatto le pulizie di primavera. Ho messo da parte i sentimentalismi e, in due giorni di full immersion nella mia stanzetta, ho riempito e buttato quattro o cinque bustone, ma di quelle nere, grandi grandi grandi che diventano pesantissime e te le devi trascinare per tutto il lungo tragitto che ti ricongiungerà all’amico bidone e che comprende anche un attraversamento di strada proprio davanti al tipo del tabacchino che con gli occhi fissi e spalancati ti punta il dito contro gridando Ah-ah!

Insomma ora la mia stanza è lucente e spaziosa, non potrei fare disordine nemmeno se mi ci mettessi di impegno. E’ meravigliosamente… vuota. No, non ho sbagliato avverbio (quello che finisce per -mente, per intenderci). E’ davvero magnifico liberare dal vecchiume il tuo spazio e poterlo riempire con qualcosa di nuovo, magari più bello e meno ingombrante di quello che c’era prima. Ho buttato in quelle buste nere due grandi passioni: le lattine, con tanto di messa da requiem per loro, che riposino in pace… e i vestiti. Tanti vestiti.

Ora il mio guardaroba non fa più invidia alla regina Elisabetta e non solo nella quantità, intendo anche nel tipo, ho buttato via cose che voi umani non potete neanche immaginare. Fuori il vecchio aspettando il nuovo. Ma ecco la novità. E’ la prima volta nella mia vita che mi sento felice eliminando anziché aggiungendo.

Ora posso davvero dire di avere tutto quello che mi serve… ho buttato via solo il superfluo, mi sono resa conto che molte cose che stavano dentro in realtà non meritavano affatto di esserci… quindi via libera alle bustone nere e se serve caricarmele sulle spalle per arrivare al bidone ben venga la fatica. E poi il tipo del tabacchino mi sta pure simpatico.

Bella metafora non trovate?

Un Commento per “Ho fatto le pulizie di primavera”

  1. Anche io goni tanto butto qualcosa dalla mia stanza ma non ho mai la sensazione che sia vuota…bah, saranno i libri che strabordano da ogni scaffale!

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