Ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser

6gennaio08.pngNon so cosa raccontare prima.
E cosa raccontare e cosa no.
Di certo di cose da dire ce ne sarebbero, più o meno tante quante sono le cose indicibili che sono accadute in queste lunghe vacanze natalizie e che per decenza e per buon senso evito di riportarvi.

Ad esempio potrei raccontarvi della mia festa di compleanno.
Del fatto che gli invitati si siano cortesemente impegnati in una lenta opera di autodistruzione, lasciando integre le mura domestiche, con grande gioia di mammà; o ancora degli otto vassoi di pizza e della torta per trenta persone comprata nella pasticceria più costosa della città, frutto dei sensi di colpa cronici dell’ex compagno di mia madre che, in questo modo, ha pensato bene di sdebitarsi per i dieci anni di vita che mi ha fatto perdere in altrettanti di convivenza.
E devo dire che in parte ci è riuscito.

Potrei anche raccontarvi dei regali ricevuti, perché a parte un bellissimo ciondolo, mutande rosse per capodanno e tanti tanti soldi, che rientrano nell’ambito delle cose “normali”, degni di nota sono gli oggetti astrusi di cui mi ha fatto dono AmicaT, che ovviamente di normale hanno ben poco: una collana con ciondolo che dovrebbe essere a forma di A, ma che i più, interrogati in proposito, hanno associato senza dubbi a un simbolo fallico e un… cappuccio.
Non una maglia con cappuccio.
Un cappuccio e basta, mozzato, amputato, senza niente sotto.
Un cappuccio stupendo, ad ogni modo.
In realtà di regalo ce ne sarebbe anche un altro, ma fa parte delle cose indicibili, quindi sorvolo.

Poi vorrei raccontarvi del Capodanno, il mio primo Capodanno passato fuori città, in un luogo chiamato Trepuzzi in cui, dopo aver mangiato e brindato all’inverosimile in casa di un amico di un’amica che, senza battere ciglio, ha accolto venti sconosciuti senza preoccuparsi di chiudere a chiave l’argenteria e dopo aver ballato musica balcanica in un tendone da circo fino all’alba, mi sono ritrovata insieme ad altre sedici persone in una stanza piena di materassi e coperte dove, assumendo la forma del pezzo giallo del tetris, ho resistito fino alle 9 prima di capire che forse il divano in cucina davanti al camino, per quanto isolato dal calore umano dei miei compagni di avventura, fosse un posto decisamente più adeguato per cercare di chiudere occhio.
E vi giuro che non sono ricordi offuscati dall’alcool.

Infine, l’ultima cosa che vi racconto è la giusta conclusione delle mie vancanze: ho la febbre a 38.5, il raffreddore, il mal di gola e mi fanno male tutte le ossa.
Di solito in questi casi inizio a deprimermi e piangermi addosso, ma quest’anno voglio iniziarlo con positività e, considerato che la malattia implica un prolungamento delle mie ferie almeno di una settimana, non poteva andare meglio di così.
Per una volta il mio organismo precario mi è stato d’aiuto.

Per quanto riguarda voi.. buon anno a tutti e, soprattutto, buon lavoro!

4 Commenti per “Ho visto i raggi B balenare nel buio vicino alle porte di Tannhauser”

  1. ciao cara, scusa la lunga assenza :)
    auguri per tutto anche se in ritardo
    Maluna

  2. abreast e chi si lamenta… mi è andata di lusso!

    opopomoz donna di poca fede… è qui che mi guarda il mio cappuccio, proprio affianco a me. Credo che dovrei dargli un nome… buon anno anche a te!

  3. Direi che l’inizio promette bene…e poi non ci crede nessuno ai mancati effetti dell’alcool: chi l’ha visto mai un cappuccio senza maglietta?! Buon anno, cara.

  4. beh… mi sembra di poter affermare che “globalmente” tu non possa lamentarti, giusto? anche per me, tutto sommato, le cose sono andate discretamente, eccezion fatta per la giornata odierna che ha visto il mio rientro al lavoro dopo 16 giorni di vacanza… mi sono sentito tanto “studente”!

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