Il fattore BdC
Alzi la mano chi non ha mai forato una gomma.
E’ una di quella cose tanto probabili quanto fastidiose, che quando compri una macchina c’è scritto nel contratto che ti si bucherà almeno una volta e tu, mentre firmi, pensi che la prima cosa che devi fare è mettere gli attrezzi nel bagagliaio e la seconda imparare come si cambia e, puntualmente, la prima volta che ti succede di forare è mentre stai andando a comprare gli attrezzi o dal tuo caro amico tanto disponibile che si è offerto di spiegarti come si fa. Sono cose che capitano. Una soluzione si trova.
Il problema è quando capita in posti isolati e in orari improbabili, come il caso assurdo in cui una gomma decide improvvisamente di smettere di lottare contro la forza di gravità e si abbandona all’abbraccio dell’asfalto rovente alle 7.30 di un uggioso martedì mattina. In autostrada.
In questi casi, soprattutto se a bordo della vettura ci sono solo due persone, entrambe donne, di cui una imbranata e l’altra io, il fattore BdC risulta essere molto più utile di cric e ruotino.
Quando ho sentito il ratatatatatatà con cui il copricerchione tentava invano di avvisarci che il copertone si era appena suicidato, la prima cosa a cui ho pensato è stato che una grande astronave aliena stesse venendo a prenderci. Secondo pensiero, un elicottero militare.
Quando O. ha interrotto l’elaborazione di un terzo e sicuramente più sagace pensiero dicendo “abbiamo bucato la ruota” e ho sentito l’odore di gomma bruciata, mi sono passati davanti agli occhi tre anni e mezzo di “devo farmi spiegare come si fa” e “magari domani”.
Quando O. ha interrotto anche questo ulteriore pensiero dicendo “è da quando ci siamo avviate che sentivo sto rumorino strano” mi sono passati davanti ventidue anni di vita.
Dopo aver preso atto della nostra scampata dipartita prematura, che tra l’altro sarebbe stata sicuramente degna dei Darwin Awards, abbiamo iniziato a ragionare sul da farsi. Non avendo né il numero di Mc Gyver, né Google a portata di mano, il nostro pensiero è andato alla seconda fonte suprema di conoscenza (dopo Google e prima di Mc Gyver) esistente: papà.
Il quale ha sentenziato: cambiatela.
Panico.
Attimi di silenzio, punti interrogativi nell’aria e goccioline di sudore sulle tempie.
Finalmente mi faccio coraggio e mi giro per dire a O. che ce la possiamo fare, che non ci vuole chissà che, ma O., inforcato il giubbino d’emergenza, è ormai un puntino giallo fosforescente che cammina verso l’orizzonte.
A pochi passi da lei, di un giallo più discreto, la colonnina del soccorso autostradale.
Intuisco i suoi pensieri. E’ quasi arrivata a destinazione quando sull’altra corsia, di un giallo sfavillante, appare il camioncino del Servizio Autostrade. Miraggio o realtà? Realtà! Due ometti bloccano l’insano gesto di O. sul nascere. Pochi scambi che io seguo da lontano cercando di leggere il labiale con scarso successo, poi O. gesticola vittoriosa nella mia direzione.
I due omini rimettono in moto il camioncino: inizia la retro-marcia della salvezza.
Il camioncino si ferma in prossimità dell’auto zoppa, ma ben due corsie autostradali ci separano. Con un gesto di intesa i due si apprestano ad attraversare la prima di esse, tra camion e pullman.
Io li seguo con lo sguardo e per un attimo mi sembrano due ranocchie verdi alle prese con tronchi semoventi e tartarughe. Sogno di fare un nuovo record come quando a dieci anni scrissi in classifica al primo posto “Vitty la pirla” e il computer era di AmicaT e suo padre a Frogger ci giocava tutti i giorni. Magici momenti.
All’improvviso uno dei due omini, arrivati entrambi incolumi a destinazione, pone la fatidica domanda: “ce li avete gli attrezzi?” Cerco con sguardo speranzoso il puntino giallo all’orizzonte che, arrancando, si fa sempre più grande. Con una punta d’affanno O. replica “ho tutto”.
“E stavate chiamando il soccorso autostradale per cambiare una gomma?”
I miei “magari domani” tornano a passarmi davanti agli occhi e pure quelli di O.
I due non infieriscono ulteriormente.
Un po’ maldestri ma efficaci, i due angeli dell’asfalto portano a termine la missione: il ruotino è al suo posto. Gonfio.
Li salutiamo mentre risuperando le tartarughe e i tronchi tornano al camioncino.
Giusto il tempo di rientrare in macchina e… inizia a diluviare.
Cosa ho imparato da questa esperienza:
1) se si viaggia senza saper cambiare una gomma bisogna essere donne. Tutte. Questo costituisce un ottimo potenziatore del fattore BdC .
2) se nella vettura c’è anche un solo uomo, bisogna assicurarsi prima di partire che almeno uno dei passeggeri abbia un fattore BdC estremamente forte. In caso contrario il passeggero maschio DEVE saper cambiare una gomma, pena l’estromissione dall’abitacolo.
3) bisogna portare sempre con sé attrezzi, ruotino, cric e soprattutto shampoo e acqua. La salviette umidificate non tolgono il grasso, shampoo e acqua sì. Antiforfora è meglio (copyright by angeli dell’asfalto).
4) io non sono portatrice di BdC, ma una semplice beneficiaria. E’ necessario rimanere nei pressi di O. per tutta la durata del viaggio.
5) non bisogna mai pronunciare la frase “peggio di così non può andare”. E’ un fattore concorrente di BdC molto efficace.
6) gli inservienti autostradali meritano un aumento.
NdA: Bd sta per “Botta di”
Categoria: Sono soddisfazioni...




sto recuperando il tempo perduto (alias: sto leggendo gli “arretrati”) e, come vedi, commento il tutto…
a me ieri ne è capitata una simile: dopo una giornata d’inferno in cui sono uscito di casa alle 7.30 della mattina e vi ho fatto ritorno alle 20 circa, mentre mi accingevo a cucinare la cena squilla il cellulare… era mia cognata che, assolutamente incapace di cambiare una gomma, si è rivolta a me affinchè corressi in suo aiuto in quanto si trovava per strada e non sapeva cosa fare! morale della favola, mi sono dovuto vestire, uscire di nuovo e correre in suo aiuto! arrivato sul posto, ho trovato lei in compagnia di 4 bambini (i suoi 2 figli più altrettanti amichetti) i quali sono rimasti in macchina per tutta la durata delle operazioni di sostituzione della gomma…
Gio gio preferirei salutarlo di persona se non ti dispiace… molto calorosamente!
TINe questo è uno dei motivi per cui ooooodio la montagna!
Hi hi hi!
Non ho mai bucato ma mi sono impanicata quando stavo andando in settimana bianca con mia madre e mia nipote. Nevicava di brutto già da Merano (BZ) e per arrivare a Solda (1900 m slm!!!) non ti dico che strada tutte curve!
Insomma, la macchina non va più e devo mettere le catene, con una bufera di neve (almeno a me che sono romana sembrava una bufera!). OK, l’anno prima il mio previdente papi mi aveva fatto esercitare a mettere le catene, ma non mi era servito. Passato un anno secondo te ti puoi ricordare qualcosa?
Ok, quel giorno il fattore Bdc passava di lì e ci ho messo 10 minuti al massimo!
Il brutto era continuare a guidare in salita con la macchina che se ti fermavi col ca–o che ripartiva! Una sudata! Mi volevo fumare 800 sigarette appena arrivata!
Il bello è che tutti mi superavano con le loro belle gomme da neve, e io a malapena mettevo la 2a!!!
Vabbeh!
Ciao ciaoooooo
si, ma mi hanno contattata i produttori di lost.
Hanno detto che ho troppa sfiga, e per questo non posso non partecipare alla serie.
Ti saluto sawyer se ti aggrada :)
Gio gio sei sopravvissuta?
amicaT ma che dici non ero io… come ti viene in mente… vino? birra??? sei pazza? e poi io non ti conosco neanche… fuori dal mio blog o chiamo la polizia!
b-right in effetti… del resto a capodanno si buttano le cose vecchie… loro i piatti e tu le gomme…
maluna e mentre tua cugina sgobbava gli pseudouomini che facevano???
a me sino ad ora è capitato due volte… nel primo caso in auto eravamo 4 ragazze e mia cugina (una delle 4) ha cambiato la ruota a me e a altre due auto che avevano bucato nella stessa maledetta buca… e gli altri erano UOMINI.
La seconda volta in autostrada e mi è venuta una cifra a una pompa di benzina della ERG ma a casa dovevo pur ritornare no? ;)
Maluna
fatti conto che io, anni fa, forai a capodanno,
sui cocci che qualche intelligentone aveva
materializzato alla mezzanotte gettando i
vecchi servizi da tavola dalla finestra.
Vedi che peggio di così, si può.
ciao
Tu non hai idea di quanto mi faccia rosicare che il mio 386 sia morto con quel record impresso nella memoria….e soprattutto quante ore ho passato nell’inutile tentativo di superarlo più di 10 volte per farlo sparire dalla classifica…
Comunque, mi hai fatto rivivere quegli angosciosi giorni di luglio del 2003, dopo gli esami di maturità, in cui Calorina cercava ripetutamente di mandarmi degli indecifrabili segnali per farmi capire che le sue ruote avevano fatto troppa strada… in meno di un mese ho forato quattro volte! Una volta c’eri pure tu:eravamo appena arrivate a parco s.felice e sono salita sul marciappiede per parcheggiarci (…). Spento il motore
MMMPPPPPFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFFF……
“Uaua, senti anche tu questo rumore…come di…”
“ehm, sì…”(risata)
Cinque secondi di silenzio.
“vino o birra?”
Segue un brindisi al nostro amato amico, scomparso anni e anni fa, BdC!
Ordunque, sarà passata la nuvola di fantozzi.
Domenica mi viene il priscio di un frappè alla fragola come solo a qualche km da Nojaland sanno fare.
Dopo avergli logorato gli attributi, colui che ufficialmente è il mio ragazzo (ma che in realtà è il prescelto a sopportarmi, in attesa che non mi sfanculizzi) decide di portarmici nel pomeriggio.
Dopo la seconda canzone dei Rem (per la prima volta in quello stereo), la macchina si spegne.
Ad uno stop.
Si è rotta la pompa della benzina e non si accende più.
Arriva l’incazzato padre, e lo traina (cosa che, su strada extraurbana, non si può assolutamente fare).
Il frappè è un lontano ricordo.
Martedì mattina (cioè ieri) accompagna i nonni a qualche km da Nojaland.
Sulla stessa strada, meno di un km prima del giorno precedente, si ferma nuovamente la macchina.
Stavolta i Rem non c’erano, ma la pioggia e i nonni fanno il resto.
Stesso danno.
[Il compito a casa è: individua in tutto ciò dove se la fa la BdC]
Ah, per la cronaca: stasera usciamo con quella macchina.
Paura io.