In una realtà parallela…
Non voglio vederti né sentirti perché già così è stato difficile dimenticarti e, ora che sono riuscito a trovare il mio equilibrio, non voglio rischiare che tu lo rompa…
Non ti ho chiamato in questi mesi perché avevo paura, non perché non mi importasse… e scusa se ho lasciato alcune cose in sospeso, ma non sapevo come gestire la situazione.
Comunque ti voglio sempre bene, questo non dimenticarlo… sei stata una delle cose più importanti della mia vita e, nonostante i problemi che abbiamo avuto, in questi tre anni mi hai dato tanto… se ora sono sereno è anche per merito tuo e per questo ti ringrazio.
Non voglio cancellarti definitivamente… ma ora per me è ancora presto. Non è stato facile fare a meno di te e probabilmente continuando a sentirci non ci sarei mai riuscito.
Quindi sì… questo è un addio.
Non so cosa accadrà in futuro, ma ora sinceramente non riuscirei ad esserti amico… non voglio correre rischi.
Mi bastava questo.
Sono schiava della mia insicurezza, lo sai, è una delle poche cose che non è cambiata nella mia vita.
In questi tre anni mi sono svuotata, ho fatto l’impossibile per cercare di farti stare di nuovo bene… probabilmente non l’ho fatto nel modo migliore, ma non credo di aver sbagliato proprio tutto. E non dico che mi aspettavo almeno un grazie… se l’ho fatto è perché sentivo di farlo, non perché qualcuno mi obbligava.
Lo so, sono una stupida, avrei dovuto iniziare a fregarmene sette mesi fa, prendere quel maledetto comodino e lasciartelo davanti alla porta del box, concludere subito che sei un idiota e che lasciandomi mi hai fatto solo un favore.
E invece ho aspettato giorno dopo giorno una telefonata, forte del fatto che non si può cancellare qualcuno dalla tua vita lasciando mobili nel suo salotto e non pensando che questo vale solo per le persone normali.
Comunque, ce n’è voluto di tempo, ma ieri sei riuscito finalmente a convincermi.
Per una volta potevi fare l’uomo, cacciare le palle e invece di continuare a ripetere è finita, è finita il che, non sentendoci da gennaio, come cosa è piuttosto evidente, dire che non vuoi vedermi perché la cosa ti spaventa, non sai come reagiresti e preferisci non indagare.
L’avrei capito e ne sarei stata felice.
Perché in questi mesi ho dovuto convivere con l’idea di aver buttato tre anni della mia vita, soffrendo tanto per una persona che mi ha dimenticato in due giorni e rinunciando inutilmente alle cose che volevo fare per starle vicino quando ne aveva bisogno.
E questa, purtroppo, è la sensazione che ho tutt’ora, perché con la conversazione di ieri me l’hai confermata.
Le due chiacchiere che ti ho chiesto di fare dal vivo, e che tu hai rifiutato, erano per dirti queste cose.
Non per provare a tornare insieme, come evidentemente tu ti ostini a credere, perché ti assicuro, e non lo dico con cattiveria, che lasciandomi il favore me l’hai fatto sul serio.
Volevo solo sentirmi dire che sei sparito non perché è stato facile dimenticarmi, ma perché era troppo difficile.
Per una volta avresti potuto essere tu a rassicurare me; piuttosto che dirmi “che palle, ci dobbiamo sentire per forza per questioni in sospeso”, potevi mostrarmi la tua insicurezza, quel tuo evitare le cose che ho odiato tanto in questi anni ma che almeno avrei riconosciuto, perché della persona fredda e indifferente con cui ho parlato ieri io non conosco un bel niente.
Quindi sì, questo è un addio, non c’è dubbio. Anzi come l’hai definito tu, un addio in tranquillità.
E infatti, con la massima tranquillità ti dò un consiglio: in futuro comportati da uomo. Evita di far soffrire qualcun’altra come hai fatto soffrire me usando il silenzio come risposta a tutto, abbi il coraggio di esprimere nel bene e nel male quello che pensi.
E prova a essere un po’ meno egoista e pensare di più a chi ti sta intorno, che la vita dà mazzate a tutti anche se a te ne è arrivata qualcuna più forte.
Mi dispiace dover scrivere queste cose qui e non potertele dire a voce.
Spero che tu le legga comunque… forse in una realtà parallela avresti addirittura il coraggio di rispondermi.
Categoria: Del perché ogni tanto l'autodisintegrazione molecolare




Per tutti sinceramente non mi aspettavo commenti a questo post… grazie, li apprezzo tutti, ma mi capirete se preferisco non rispondere, non mi sembra il caso.
Spleens benvenuto/a, leggere il tuo commento è stato davvero un piacere :)
ciao Aury, non ci conosciamo ma mi è piaciuto tantissimo leggere quello che scrivi. Trovo che le tue parole, le tue frasi, i tuoi pensieri siano vivi e carichi di energia positiva, energia della quale in questi giorni ne avevo tanto bisogno…
grazie
Forse questo spazio non era dedicato ai nostri commenti, anche perché risulta veramente arduo trovare qualcosa di sensato da dire.
Posso affermare solo che questa vicenda mi ha molto turbato. I crolli improvvisi sono sempre disarmanti e in queste circostanze ancora di più, tre anni… Credo non si possa provare nulla di più frustrante. E hai ragione che ti è stato fatto un favore e ben presto riuscirai a capire quanto grande esso sia.
Mi dispiace per la situazione in cui ti trovi. La fine di un rapporto durato anni lascia delle ferite dolorose e dei dubbi profondi e ricorrenti. Cercare le risposte del perche’ della rottura e di tutto quello che ne e’ seguito e’ inevitabile. La voglia di capire di fronte a un fatto che “toglie la terra di sotto i piedi” e spesso ancora non si e’ riusciti a metabolizzare porta a ragionamenti non pienamente lucidi e obiettivi.
Posso dire di capirti molto bene e, soprattutto, capisco il suo comportamento. Non voglio scendere in discorsi generalizzanti che finirebbero per banalizzare storie, situazioni e personaggi, credo pero’ si possa dire che uomini e donne vivano la fine di una storia in modo completamente diverso (come del resto l’innamoramento, la maturazione di un rapporto, etc…). Il suo silenzio puo’ avere un significato molto diverso da quello che tu gli attribuisci.
Non conosco i particolari della vostra storia e non vorrei aver offeso nessuno. Il mio commento vuole solo far riflettere sull’innumerevole varieta’ di modi di assimilare un trauma cosi’ grande quale la fine di un rapporto di coppia, e sul fatto che bisogna accettarli con rispetto in quanto espressione di una personalita’ diversa dalla propria.
mi sovviene la seguente domanda: perchè i “cervelli” sono
- pochi
- mal distribuiti
e, di conseguenza, difficili da trovare, mentre gli “acefali” sono diffusi ovunque e ci si imbatte in essi con estrema facilità?
io in questi casi sono più per le spedizioni punitive.
E ho detto tutto.