La mia palese avversione alle feste comandate ha dei fondamenti scientifici
Quando con occhio umidiccio, labbro tremulo e cuore trafitto in mano, ho recitato alla mia futura relatrice di tesi il discorsetto che mi ero riproposta di utilizzare solo in caso di estrema necessità, come ad esempio nell’assurda ipotesi che lei avesse rifiutato a soli quattro mesi dalla seduta di laurea un argomento di tesi ideale, interessante e originale, selezionato tra altri mille dopo giorni e notti di ricerca incessante, non credevo che mi avrebbe preso in parola.
Mercoledì 31 gennaio. Ore 15:20 (signorina mi scusi lo so che è lì dalle 11, ma non mi ricordavo dove avevo parcheggiato la macchina e ho perso il treno da Lecce, le dispiace vederci alle 15?)
Situazione: la prof ha appena bocciato senza possibilità di appello la mia magnifica e a quanto pare fantascientifica idea.
Con l’acqua alla gola, decido di utilizzare il Discorsetto.
Il Discorsetto, provato più e più volte davanti allo specchio in modo da pianificare ogni singola espressione del volto e sincronizzare le parole con le giuste variazioni di timbro, volume e intonazione, suona più o meno così:
sono disposta a qualsiasi cosa per fare una tesi perfetta, mi serve per la scuola di specializzazione, i sacrifici non mi spaventano, se è necessario faccio la pendolare Foggia-Burundi per raccogliere i dati, il regionale diventerà la mia casa, la mia vita dipende da questo, le andrebbe un caffè?, ho tutti 30, sa che ha un completo bellissimo, o neuropsicologia o morte.
Pronunciato con espressione contrita e lingua tendente al pavimento.
Alla fine di questo monologo la prof mi guarda interrogativa e rimane in silenzio. Io sudo. Attimi di panico.
Poi la svolta.
Cambia espressione, accenna perfino un mezzo sorrisetto e con voce suadente esclama: “bene, allora non sarebbe un problema per lei fare tirocinio a Cassano?”.
Avessi ascoltato la maestra Enza, quando anni e anni fa ci decantava l’importanza della Geografia, potrei anche rispondere con cognizione di causa, ma le mie conoscenze territoriali non vanno al di là della consapevolezza che spesso i baresi parlano di Cassano e che quindi Cassano con molta probabilità si colloca in provincia o comunque nelle vicinanze di Bari.
“No, no, affatto”.
“Bene!”.
La prof ride.
Non ho mai visto i suoi denti così scoperti, immagino sia un buon segno.
La ringrazio e la osservo commossa mentre dopo mesi di parole al vento e mi scusi signorina ma lei chi è? sancisce con una firma, una magnifica firma blu, il nostro sodalizio tesistico.
Giovedì 14 febbraio. Ore 16.20
Situazione: ho scoperto dov’è Cassano. Per arrivarci da Foggia ci vuole un’ora e quaranta di regionale e 45 minuti di pullman, più i 5 minuti di navetta per arrivare all’ospedale, che non sarebbero niente di che se non fosse che la navetta passa solo alle 8, alle 9 e alle 12 e l’unico altro modo per arrivare alla mia meta è l’autostop su una strada percorsa principalmente da camionisti (quindi probabilmente non ci arriverei lo stesso).
In pratica è più facile arrivare in Burundi.
Ciò significa che, a meno che io non voglia svegliarmi per i prossimi tre mesi alle 4 per prendere il treno alle 5, arrivare a Cassano in tempo per la navetta, lavorare otto ore e tornare a casa giusto in tempo per andare a dormire, dovrò prendere casa lì.
Tra un paio di mesi potrò dire di aver vissuto a Cassano delle Murge.
Che culo.
Categoria: Generale




effettivamente ha ragione Nicola(bel): Cassano è proprio una località amena. ossia di quei posti dove uno vorrebbe proprio fare a-meno di esserci stato per più del tempo di averla indicata col dito indice sulla cartina geografica.
Ma noi … t’nimm u Garg’n
uhmm.. se questa è la tua interpretazione di romanticismo roma ha quello che fa per te..
si chiama tor bella monaca ed è pure vicino alla mia nuova università
ma davvero non preferiresti una cenetta al Les Etoiles seguita da una passeggiata romantica a villa borghese e per concludere la serata un tocco di baccalà fritto da er filettaro?
pensaci bene
io intanto sello il cavallo
Giovanni non sarebbe così romantico poi… vuoi mettere il bosco, il cielo stellato, le zanzare, gli omicidi nelle cascine abbandonate? Vuoi perderti tutto questo per le luci della città? Naaah
io amo le sfide non le imprese disperate
non potresti abitare in un luogo civile piuttosto che in una landa desolata dimenticata da dio?
Giovanni pensavo amassi le sfide…
il mio cavallo ha il tomtom quindi stiamo tranquilli.. ma usciamo a Cassano???
e dove ti porto?
non sarebbe meglio Roma?
già li conosco qualche locale in più
sono tornato a palermo per un paio di giorni giusto per poter leggere il tuo blog.. a lavoro terminato potrò tornare a roma con il cuore in pace
ecco..
ora che ho letto anche le virgole del succitato testo (alcune le ho lette perfino 2 volte per sicurezza) non posso che lasciarti l’unico commento che mi sgorga radioso dal cuore..
minchia!
Il_Ben io avrei detto più il bagaglino…
Abreast non ho ancora iniziato a cercare… spero di trovare qualche ponte confortevole.
ma… alla fine hai trovato casa? visto il luogo in cui dovrai andare ad abitare non dovrebbe essere difficilissimo trovarne una anche a buon mercato! o no?
Cerco contatti per lavorare a Zelig …
=)
Giovanni sto a rubbà? n’amico??? n saluto??????
se beccamo????????? ti hanno già fatto il lavaggio del cervellooo??? Dimmi un minchia ti pregooo!!! Cammaffari cà?
ohi
sempre io
con sommo rammarico non posso leggere il tuo post x motivi di tempo.. sto a rubbà a connessione a n’amico mio
giusto il tempo de n saluto
se beccamo
Gio gio non ho orbite abbastanza grandi per fare la Serino… per quanto riguarda le cascine abbandonate mi dici esattamente dove posso trovarle???
no, tu non puoi decidere di fare l’Angelelli da grande, ne va della mia san(t)ità mentale.
Guarda, pure la Serino mi va bene (e questo è un graaaaaaaaaaande venirti incontro, forse), ma l’angelelli proprio NO NO E NO.
Riguardo Cassano…secondo me è un bel posto, specie se in prossimità dei boschetti. Ovviamente se hai paura dei maniaci e degli episodi tipici da omicidio che accadono solo nelle cascine sperdute (e qui, tra letteratura e pagine di cronaca nera ci si perde), allora evita.
Ratto il cielo di Cassano sopra di me, la legge morale dentro di me…
Ila in realtà la devo ringraziare, perché il tirocinio lì sarà molto interessante… però, ecco… un po’ più vicino non sarebbe stato male.
nicolabel credo che dopo il tirocinio dovrò farmi curare un esaurimento nervoso prima di potermi laureare…
Anzitutto, da qualche anno vivo l’università abbastanza behind the chair e posso affermare che gli studenti che tengano a fare una bella tesi sono oggi una rarità. Ti direi “brava!” se, date le circostanze, non suonasse troppo come una paraculaggine.
Circa il problema: per quello che conosco di Cassano, passa per essere una località… amena, diciamo così: hai una ricca pila di libri da leggere? Forse è la volta buona che li smaltisci ;)
Scherzi a parte, il paese è raccolto ma non minuscolo: forse avere a disposizione un auto potrebbe esserti d’aiuto. Anche l’unico (?) locale carino è a 2 km dal centro.
Buona fortuna: due mesi di reset di un po’ di abitudini incrostate penso sia salutare per tutti.
:)
Che t**** la prof. Dio mio.
Dovevi sputarle in un occhio appena l’hai scoperto!
Il cielo sopra Cassano delle Murge deve essere qualche cosa di stupendo. Guarda i lati positivi.
Gio gio io da grande voglio fare l’Angelelli…
Il_Ben ma che battutona… ma poi originale eh? Bravo brà ;)
Vuoi fare il tirocinio a Totti?
Oppure a Del Piero?
NNNNNNNNNNNNNOOOOOOOOOOOOOOOOOO.
La Angelelli?? E ti vuoi così tanto male???
NNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNNOOOOOOOOOO.
Cassano? E non ce n’erano più di posti???