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Mi (s)vergogno

25giugno1.pngCi siamo, è arrivato il momento tanto atteso.
Sono stata più volte sul punto di tirarmi indietro, ma ormai ho dato la mia parola e devo andare fino in fondo.

Ma prima un po’ di atmosfera.

Ho deciso di darvi due alternative: la prima di queste enfatizza senza dubbio la drammaticità del momento, ma rischiate di rimanere piuttosto scossi anche dopo la fine della lettura.

Se quindi preferite un sottofondo che vi aiuti a mantenere la calma, nonostante la gravità delle mie rivelazioni, scegliete questa seconda opzione. Vi darà sollievo.

Nota - non sono particolarmente appassionata di musica “classica”, ma la ricerca di cantanti rock morti da più di 70 anni, prevedibilmente, non ha dato buoni risultati. E io al copyright ci tengo. E poi il momento richiede una certa solennità.

Ed ora, ecco a voi rivelati i miei terribili segreti.


1) Ho paura del buio. Quando mi capita di dormire in casa da sola faccio entrare sempre le mie due bestiacce, perché sento dei sinistri ticchettii e dei sospiri che provengono dalla cucina e loro mi fanno sentire più sicura.
Probabilmente i sinistri ticchettii e i sospiri vengono prodotti dalle bestiacce stesse, ma non ho il coraggio di farli dormire fuori per verificare.

2) In primo superiore feci un tema su Roberto Baggio, dicendo che era un campione umile e pertanto un esempio da seguire. La traccia chiedeva di parlare di un nostro eroe. La prof non la prese bene. Al compito successivo scrissi sotto forma di “lettera aperta a qualcuno che ritieni importante” di quanto a volte ci si sente tristi ad essere figlia di divorziati.
Diventai la sua pupilla.

3) A 13 anni misi del sale nel cappuccino dell’ex compagno di mia madre e lui lo bevve senza fare una piega. Da quel giorno nel cappuccino ho iniziato a metterci di tutto.
Ma di questo in fondo non mi vergogno poi così tanto.

4) Quando i Backstreet Boys sono stati ospiti a Carramba che sorpresa! e hanno fatto un miniconcerto per quattro undicenni sgallettate nella palestra della scuola ho pianto a lungo. Amaramente.

5) Ogni volta che vedo il film “In fuga a quattro zampe”, durante la scena finale (questa), piango a lungo. Disperatamente.

6) Un giorno alle elementari andai a scuola senza pantaloni. Il grembiule mi salvò da un grave trauma sociale. AmicaT fino ad ora era l’unica ad essere a conoscenza di questo imbarazzante segreto. Ora non potrà più ricattarmi.

7) Dopo aver trovato su YouTube la scena del film “In fuga a quattro zampe”, ho avuto gli occhi lucidi per due ore. E non ho avuto il coraggio di vederla fino alla fine.

8) Alle medie indossavo spesso una camicia a quadri gialla e nera, di tre taglie più grande, abbinandola ad una salopette hip hop che portavo con le bretelle slacciate. Credo di averla messa un paio di volte anche in primo superiore. Spero di sbagliarmi.

9) Ho decine e decine di peluches e ognuno di loro ha un nome e una personalità ben definita. Continuo a comprarne.

10) A otto anni mia madre mi comprò tre pesciolini rossi alla fiera e io li chiamai Trottolino, Amoroso e Dududadadà.
Morirono due giorni dopo.
Da quel momento odio Amedeo Minghi con tutta me stessa.

Avrei ancora tanti episodi da raccontare, ma dato che di solito in questo genere di post si scrivono dieci cose, non oso andare oltre. E vi dirò di più. Siccome non ho mai partecipato ad una di quelle catene che circolano nei blog e vedo in questa del potenziale, la passo a tutti i miei fidati lettori. Svergognatevi se avete il coraggio.
E siccome quando io faccio le cose le faccio sul serio, vi regalo pure l’antipixel.
Aiutate a salvaguardare un’emozione in via di estinzione, abbiate anche voi il coraggio di dire

Se volete sostenere questa importante campagna, fate copia e incolla di questo codice nell’html del vostro blog.

<a href="http://www.unbuconellalcool.com/mi-svergogno"><img src="http://www.unbuconellalcool.com/public//2007/06/vergogno.gif" border="0" /></a>
Se non volete sostenerla, amici come prima.

17 Commenti per “Mi (s)vergogno”

  1. con un ritardo di cinque mesi, mi sono svergognata.
    Mi scuso e mi vergogno per questo :)

  2. :D c’è da esserne fieri ahahah…..

  3. Bollesan sono contenta di non essere sola nel tunnel della disperazione che genera quella scena.
    Comunque ho un’undicesima cosa di cui vergognarmi. Scrivendo su Google “backstreet boys a carramba che sorpresa” il mio blog è il primo risultato…

  4. I miei svergongamenti li farò prima o poi allora vengo a rubarmi l’antipixel.

    Volevo risponderti a tutti i 10 punti ma visto che lo hanno fatto in molti lo evito, ma sappi che molte cose ci accomunano.
    Una cosa però te la dico quando ho visto la scena finale di “In fuga a quattro zampe” mi sono venuti gli occhi lucidi e ho chiuso prima della fine…
    Comunque sei una dei pochissimi a farmi sorridere mentre ti leggo, brava.

  5. Che bello … qualcuno mi capisce …
    =)

  6. ratto e allora ratto sia… però a questo punto voglio sapere la storia!

    Il_Ben e chi è così masochista da mettere gli strappi verso la parete?

  7. Ghghghgh!
    I Carmina Burana rendono bene!

    Di cimeli di cui vergognarsi ne avrei tanti da segnalarti, ma mi limito ad uno solo:

    in bagno, in un qualsiasi bagno anche se non quello di casa mia, se il rotolo della cartaigienica ha gli strappi rivolti verso la parete, devo assolutamente girarlo e posizionare gli strappi verso l’esterno …

    ma in fondo mica me ne vergogno più di tanto!
    =D

  8. Nell’etimologia del mio nick “Sabina” è il nome della piccola frazione in cui sono cresciuto. Per Ratto la storia è lunga.

  9. abreast e tu di cosa ti vergogni?

    gio gio chi sa quante ragazze sono accomunate dalla terribile 4… dovremmo fare un sondaggio.

    ratto beh ti va di lusso, pensa se ti chiamassero sabina…

    todomodo
    se vuoi te lo spiego in due minuti ;D

    amicaT la cosa più bella è che se la stessa scena l’avessero fatta con degli uomini al posto dei cani saremmo rimaste impassibili entrambe. Smettila di inventarti cose sul mio passato… lo sanno tutti che menti spudoratamente! A Bruxelles ci vado per comprare un chilo di cavoletti che come li fanno lì non li fa nessuno…

  10. NOOO…e ora mi costringi a scavare nella memoria alla ricerca di qualche altra chicca con la quale ricattarti nei momenti utili….. comunque io, amici a 4 zampe, o come si chiama, non l’ho mai visto….per colpa tua ho visto la scena finale e…cristoforo, sono riuscita a piangere!! meno male che non mi ha visto quiquino nani, se no sai per quanto tempo me poteva pijà pel culo??! m i ha ricordato lilli e il vagabondo, quando fino alla fine ti fanno credere che il cane quello alto, amico di whisky, sia morto, e invece poi arriva, tutto zoppicante…strappalacrime!

    ma……bruxelles???!!!

  11. Son fortunato, non so cosa sia l’antipixel, e quindi posso far orecchie da mercante :D
    A proposito di Baggio, a me capitò una volta con Platini (alle elementari) e una volta con Renan dal Zotto, il pallavolista (alle medie). Ma mi fermo qui. La salopette è degna di stima, ci vorrebbe una documentazione fotografica.

  12. ma si, tanto è il diminutivo che utilizzano un po’ tutti con me…

    non vergognartene… ihih

  13. no vabbè, non posso non aderire.
    La 4 è successa pure a me.
    Hai tutta la mia stima (soprattutto per la storia dei pesciolini).

  14. spero di lasciarti qualcosa di originale “commentando” i vari punti da te elencati…

    1) la paura del buio è del tutto normale, sebbene io non l’abbia provata. sono tantissime le persone che l’hanno avuta e/o che l’hanno anche da adulti

    2) qui ci sarebbe da essere fieri per entrambi i temi, altro che vergognarsi (detto per inciso, non sono un fan di baggio! al posto della prof, però, avrei comunque apprezzato il tema e la scelta fatta invece di contestarlo)

    3) come sarebbe a dire “da allora nel cappuccino ho iniziato a metterci di tutto”?

    4) ecco… di questo sì che c’è da vergognarsi!

    5) vedi punto 1, nel senso che piangere per un film è cosa assai diffusa (io proprio non ci riesco)

    6) non vedo cosa ci sarebbe di male anche qui… vogliamo parlare di chi va in giro con le minigonne ascellari, magari indossate senza mutande? semmai ti si potrebbe obiettare tu sia stata un precursore dei tempi…

    7) vedi punto 5.

    8) sai che questo punto un po’ mi “accomuna” a te? non per l’indumento in questione, ma per l’attaccamento a determinati capi di abbigliamento che a volte mi prende, non me ne disferei mai!

    9) verrà il giorno in cui non avrai più alcuno “spazio vitale” in quanto invaso dai peluches! a quel punto, forse, ridimensionerai un po’ questa tua “mania”…

    10) il punto è: perchè attendere di chiamare 3 pesci rossi in quel modo per odiare minghi? il mio è stato odio a prima vista!!!

  15. Ratto (ma posso chiamarti così?) credimi, è stata una delle cose più difficili da ammettere…

    Shaol
    non vedo l’ora di leggerlo! E mi raccomando sii più amorevole con i peluches…

  16. Ovviamente ho subito aderito all’iniziativa XD

    Per quanto riguarda il post: anch’io ho paura del buio e faccio cose assurde se mi ci ritrovo e anche io possiedo tantissimi peluche ai quali ho dato un nome ma non una personalità, doppia vergogna dunque, poiché non mi sono mai nemmeno preoccupata di farlo! :D

    Il resto potrai leggerlo nel mio blog, colgo al volo l’opportunità ;)

  17. La storia dei pesciolini secondo me è la più drammatica. Non tanto perchè siano morti dopo due giorni, ma per il nome e l’ispirazione…

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