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Morirò di salute

16ottobre07.pngDa oggi mi rimetto in forma.

Lo giuro su questa busta vuota di patatine IKEA e sulle mie dita unte di fresco.

Alle 14 ho un appuntamento con mio padre, il ginnicus maximus della famiglia che, da buon socio Gold (quelli, per intenderci, che hanno talmente tanta forza di volontà che non si fanno problemi a pagare in anticipo per 12 mesi e che si preoccupano di rinnovare l’abbonamento quando quello precedente non è ancora scaduto), mi aprirà le porte incantate del fitness, accompagnandomi nel mio primo giro di perlustrazione del magnifico mondo del Mirage Acqua Fitness Village.

Io arriverò in bici.
La mia bicicletta nuova, intonsa, illibata, la quale è emozionatissima all’idea che il suo primo contatto con la strada servirà a percorrere i 5,6 km che ci separano dal luogo in cui, nei prossimi mesi, lavorerò sodo per ridurre la pressione delle mie invadenti natiche sul suo timido sellino.

Il caro papà sarà lì ad attendermi con lo staff al completo, tutti pronti a convincermi che la mia vita dipende dal numero di Circuiti della Salute che riesco a completare in una settimana e a cercare di comprare il mio consenso con il borsone omaggio che si autodistruggerà appena firmato il contratto e l’asciugamanina di design fatta di un nuovo e sensazionale tessuto che resiste a tutto tranne che al sudore.

Mi sento un po’ come il bambino di Mary Poppins che vorrebbe dare i suoi due penny alla vecchina dei piccioni, mentre suo padre lo porta in banca e gli presenta trenta generazioni di banchieri canterini che cercano di persuaderlo ad aprire un conto corrente.

La mia vecchina dei piccioni è il signor Moffa, venerabile proprietario di una pasticceria che da sola sarebbe in grado di mantenere tutte le fabbriche e i produttori artigianali di burro del continente. I miei piccioni preferiti sono le Aragostine.

I miei due penny sono i 60 euro al mese che dovrò sborsare per uno scopo altamente contro natura, usandoli per smaltire il cibo piuttosto che per procurarmelo.

Non riesco a levarmi dalla testa l’idea che ci sia del marcio in tutto questo.

L’ora X si avvicina.
Ho tre quarti d’ora per rendermi presentabile, dare una parvenza di atleticità ai miei muscoli in disuso e trovare nell’armadio una tenuta ginnica più recente (e decente) dei fuseaux Arena blu e fuxia con le ghette che usavo in seconda media.

Vi terrò aggiornati.

12 Commenti per “Morirò di salute”

  1. Come ti capisco… Solo che io mi fermai al mio misero 1.60 XD
    Ero schiacciatrice di mano e capitano della squadra e stavo diventando decisamente poco credibile XD

  2. Shaol anche io ho fatto pallavolo per ben 9 anni… poi mi sono resa conto che le altre continuavano a crescere e io rimanevo fissa al mio 1,64 ed essendo opposto non era proprio l’ideale…

    abreast infatti avrò cura di tenere lo sguardo fisso sugli attrezzi cercando di ignorare la”fauna” tipica della palestra che mi irrita profondamente…

  3. noooooooo! non ci posso credere… una persona intelligente come te che ha CEDUTO al richiamo della palestra! questa le supera davvero tutte!
    non c’è niente da fare, siamo davvero in pochi a resistere tenacemente ed a tenerci il più lontano possibile da ambienti del genere!

  4. Emozione *O*! Hai praticato anche tu la pallavolo?!
    Io le ho dedicato dieci anni della mia vita ;O; (e le ginocchiere le ho ancora XD)

    Personalmente non riesco a concepire lo sport come un mezzo per bruciare le calorie, trovo questa sia solo un’utile conseguenza ;P.

    Quindi il mio consiglio è: *inizio della banalità*se hai bisogno di tenerti in forma, trova qualcosa che ti diverta e appassioni e fare del movimento sarà una droga *fine della banalità*

    Poi, va be’, questo è il consiglio di una che prende molto seriamente il significato della parola passione XD

  5. AmicaT sappi che ho buttato otto paia di ginocchiere sconsumate e i brandelli di altre due paia solo all’ultimo cambio di stagione, cioè sei mesi fa… ti pare che io possa non conservare una tale reliquia?

    domi posso presentare il tuo ragazzo al mio? Magari, essendo opposti, si mitigano a vicenda!

  6. ahhh ti capisco…io però non ho un padre salutista…peggio il mio ragazzo, questo individuo fa 3 o 4 attività alla settimana, va correre ogni santo giorno ed esplode di massa muscolare…sono 8 mesi che cerca di convincermi a mettere piede in palestra, intanto ho comprato le scarpe da ginnastica, per la tuta la strada sarà dura.
    Ah dimenticavo…ho anche la dietista alle costole.
    buon lavoro!

  7. non posso fare a meno di ricordare quella traversata fino a tavernola, quanto c’avevamo?10? 11 anni?, e soprattutto all’eloquente differenza di reazione tra tua mamma, che ci è venuta a prendere deridendoci, e mia mamma, che mi ha messo in punizione per una settimana… beata giovinezza…
    ps.ma ci credi che i fuseaux me li ricordo?!?! ci venivi a pallavolo! ma che cacchio, ce li hai ancora??!

  8. Ratto Credo di essere ancora viva… i fuseaux sono stati dichiarati patrimonio dell’umanità dall’unesco, quindi non me li hanno fatti più mettere. Per i commenti, non sapevo di questo inconveniente, cercherò di provvedere.

  9. Mio Dio sono in ansia… sei sopravvissuta?? E sopratutto i fuseaux sono risultati all’ultimo grido agli occhi dei gasatissimi utenti da palestra?

    p.s. c’è un modo di non riscrivere tutto il commento quando ci si dimentica di inserire la propria email? :-))

  10. Gio gio Se lo sapesse mio nonno contadino che pago per sudare…

    opopomoz Non è un po’ scomodo avere il balcone a 300 km da casa?

  11. Assolutamente contronatura! E la mia Peppa, meravigliosa bici da discount acquistata a Maggio, fa ancora le ragnatele su un balcone, a 300 km da casa mia…non so perchè, ma è proprio così che me la immaginavo prima d’acquistarla: spostarla in strada mi sembrerebbe una violenza davvero troppo atroce.

  12. Non c’è alcun dubbio: non esiste cosa più perversa del pagare per disintegrare il cibo.

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