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Piccolo petalo coraggioso

16giugno08.png

Charlotte guarda i petali danzare al ritmo vorticoso del vento.

Non ama i fiori, resistono poco e la bellezza fragile non fa per lei.

Si lasciano andare senza combattere…

-Dove guardi, Charlotte?

-Dove guardo… dobbiamo essere proprio vuoti noi uomini, se usiamo gli occhi per cercare direzioni piuttosto che cose…

Ancor meno dei fiori Charlotte ama le persone. I fiori sono deboli per attitudine, gli esseri umani per pigrizia.

-Cosa guardi, Charlotte?

-Guardo te…

-Ma io non sono là fuori.

-E’ come se lo fossi. E se osservo meglio, in fondo, ci sono anche io.

Charlotte ha gli occhi posati su un piccolo petalo viola.

Il vento è burbero, piccolo petalo, non guarda in faccia a nessuno. Ma tu resisti, ti prego, resisti.

-A cosa pensi, Charlotte?

Vaga, vaga, vaga. Considera, valuta, rifletti.

Di nuovo sulla giostra, un’altra corsa ancora.

Ne sale di gente, non parte mai vuota. Ma alla fine del giro chi rimane?

-Io non posso scendere.

No, no, stupido petalo, perché hai lasciato il tuo fiore?

Piccolo petalo ha mollato la presa. Il vento ha sempre la meglio, Charlotte. Non con la forza… le sue carezze sono ammaliatrici, sconfiggono l’immobilità, danno la vita.

-Charlotte…

-Sta zitto, ora. Gli addii vanno rispettati.

Piccolo petalo corre lontano, cercalo ora e non lo vedrai già più.

Il vento lo spazza…

Ma in fondo sta volando, non vedi? Tu puoi volare?

Io vorrei.

La rivoluzione in testa e il tuo salotto nel cuore. Di nuovo ad un bivio, di nuovo spaesata.

Dove sei ora? Vuoi già sostare di nuovo?

Cosa ne sarà di te ora che è finita l’attesa, ora che puoi di nuovo scegliere? Sarai un piccolo petalo o un gambo piegato?

E cosa farai ora che sul piatto della bilancia non c’è più l’infelicità a rendere chiara la pendenza, ora che sei tu sola a dover rompere l’equilibrio tra certezza e possibilità, cosa ne sarà delle conferme che ti ostini a cercare in posti e occhi sbagliati e della tua determinazione a singhiozzi?

-Charlotte, perché non mi guardi?

No, Charlotte non voltarti. Il vento si è alzato di nuovo, è ora di lasciarsi andare.

Ma sto di nuovo bene, non è questo che conta?

E’ questo che conta?

Non so. Potrebbe.

I piccoli petali coraggiosi non temono la solitudine, Charlotte. Guardati ora, basti a te stessa.
Gli altri, tutti gli altri, non servono più a completarti, si limitano a ricalcare i contorni.

Mobile, instabile…

…vagabonda. Come il piccolo petalo. Sei stata ferma abbastanza.

No… no. Ero in bilico, non ero ferma. Ora è diverso, ho i piedi ben puntati per terra.

Non c’è modo migliore per prendere la rincorsa.

-Charlotte, torniamo a casa?

-Un momento… lasciami pensare ancora un momento.

E’ una risposta semplice, in fondo.

Sì, stavolta lo è.

Un Commento per “Piccolo petalo coraggioso”

  1. ..ormai mi firmerò sempre così nel tuo bolg!!
    Un bel racconto… piacevole da leggere, curato(addirittura cn la colonna sonora) forse un pò troppo ermetico nel complesso (almeno x i miei gusti)..decisamente sono più x il comico ma penso ke come x il cielo anke x l’umore c sia il buono e il cattivo tempo.
    Detto questo, inutile spiegart ke nn mela sento d fare nessun commento specifico…ho paura d nn aver capito un cazzo e dire cazzate!
    vabbè buona notte al prox daiquiri…cià

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