Tarareando
Treno R 12478, ore 14.15.
Uno. In sottofondo Petra Magoni canta Imagine, Ferruccio Spinetti la accompagna dolcemente e la signora seduta due file dietro di me fa le controvoci, decantando il menù della cena. Scopro che i peperoni ripieni e la pace nel mondo sono due argomenti sorprendentemente affini.
Due. C’è il sole, anche se Tonino giurava il contrario. Questo provoca due conseguenze importanti, una buona e una cattiva. Quella cattiva, perché si parte sempre dal peggio, è che la soglia massima di esalazioni tossiche che ogni singolo pendolare di ritorno da una mattinata di lavoro, qualunque sia la sua occupazione, ha il diritto di emanare è stata ampiamente superata. Quella buona è che quel puntino giallo caldo che di solito mi snobba con eleganza, per una volta ha deciso di non ignorarmi, permettendo a quello che mio padre definisce l’unico apporto genetico non distruttivo fornitomi da mia madre di venire alla luce: le lentiggini.
Se le esalazioni non mi uccideranno, stasera potrò sfoggiarle con orgoglio.
Le efelidi, i capelli mezzi rossi e l’Ipod, per non parlare di quanto fa figo usare un taccuino in treno mentre tutti cercano di capire che c’avrai da sghignazzare mentre scrivi, mi conferiscono un’aria da moderna Lady Gregory che, tuttavia, sembro cogliere solo io.
Del resto il nanetto dei loacker seduto di fronte a me è troppo impegnato a dimostrare la sua personalissima teoria della pangea corporea secondo la quale orecchio e mignolo un tempo erano uniti e, insensibile al mio fascino irlandese, cerca di rendermi partecipe della sconvolgente scoperta mostrandomi come la terza falange e il padiglione auricolare combacino alla perfezione.
Da sempre poco incline alla geografia, decido di spostare l’attenzione sul paesaggio.
I papaveri e le margherite mi fanno pensare all’estate. Nel frattempo dalle cuffiette Tommaso Cerasuolo ci tiene a ricordarmi che Agosto è il mese più freddo dell’anno e che nell’altro emisfero lo chiamano inverno l’agosto…
Cerco di fare mente locale sul perché io mi ostini ad ascoltare i Perturbazione quando non sono depressa.
Non trovo spiegazioni valide, ma nel frattempo continuo a canticchiare mentalmente.
Tre. Sono felice.
Oggi ho raccolto tutte le mie forze, ma proprio tutte e ho affrontato la prof tete à tete, incurante della scarsa predisposizione al dialogo da lei mostrata in passato.
Per l’occasione ho deciso di adottare l’antica tecnica della protrusione del labbro tremulo, associandola alla sottile arte del prenderla alla lontana.
Vi risparmio i dettagli perché mi sento particolarmente buona. Fatto sta che il “quest’anno non accetto più tesisti”, con il quale la gentile signora aveva cortesemente stroncato sul nascere la prospettiva di un radioso futuro, è diventato un “Va bene, vediamo che si può fare…”.
Un piccolo passo per l’umanità, un grande passo per Aurora. Tiè.
Quattro. L’Orchestra di Piazza Vittorio accompagna l’ultimo passeggero mentre abbandona la carrozza. Sono rimasta sola. Sono a Trinitapoli. Non ho più casi umani da osservare.
Che cavolo faccio per tre quarti d’ora?
Paparapapapripatapaparurepareretopepè
pariporepeperopoppoperopoppetè
prapappapappapripotepapapapripotepepapatoppepè
pariborepepeiropopporepepererò.
Papparapapapripatapapparurepareretopepè
pariporepeperopoppoperopoppetè
prapappapappapripotepapapapripotepepapatoppepè
pariborepepeiropopporepepererò.
Pripimbaraparapapripipi
mbaraparapapiripipiripi
mbaraparapapripipi
mbaraparapapripripi
mbaraparapapiripipiripi
mbaraparapapiripipiripi
mbaraparapapiripipiripipà.
paparapatupèi bradaduba
paparapatupeiravananaduba.
Dovevo passare il tempo in qualche modo…
Categoria: Ogni passo avanti è un passo in meno




silvietta sono sicura che non starai a guardare nessuno… devi solo credere un po’ di più ai sogni ed essere meno insicura… e sappi che sono fiera anche io di te, perché una persona con un cuore così grande non si incontra facilmente!
“qualunque cosa tu possa fare o sognare di fare,incominciala. L’audacia ha in se genio e magia. Incominciala adesso!”
immagino che avrai già letto o sentito questa massima di Einstein che credo parli da sè….mi è venuta in mente leggendo quelle righe……pensado a quel che diventerai,e pensando a me che starò a gurdare il tuo successo,come un bambino che osserva l’arcobaleno affacciato alla sua finestra, fiera di averti conosciuto…
abreast
1) sono la finta rossa più vera che ci sia
2) ovviamente… l’ho comprato apposta e poi è molto utile dovendo passare 1.40 seduti e senza tv davanti…
3)chi la dura la vince
4)non lo so, ma se vuoi invento… sarà tipo abracadabra?
5)’azie :)
b-rightful grazie per la segnalazione… vado subito a dare un’occhiata!
Ciao Aurora, ti chiami così?
volevo segnalarti un sito che compare tra
i miei blog link. Credo che il suo scrittore
lavori come psicoterapeuta e sia anche
un sociologo, ma sinceramente non saprei
bene, non ne abbiamo mai parlato.
Comunque fa dei post molto scientifici
e vari su materie che ti potrebbero
interessare, con riferimento ai tuoi studi
di psicologia.
un saluto e buona lettura
http://anabasi.ilcannocchiale.it/
1) “fascino irlandese”… ma lo fai apposta ad incuriosirmi sempre di più?
2) toglimi una curiosità: ma mentre sei in treno sul block-notes prendi appunti per il nuovo post?
3) bel match quello tra te e la prof… direi che per ora siete sull’1-1, ma se continua così ben presto il risultato volgerà a tuo vantaggio!
4) bella la canzone di sottofondo! ma che vuol dire “bradaduba”?
5) [risposta al tuo commento]: lascia stare l’altra foggiana! lei “se la tira troppo” e di sicuro non è simpatica come te!
b-right ti ringrazio, anche se essendoci già una foggiana diventata famosa grazie al suo blog, le probabilità che ce ne sia un’altra non è molto alta… le statistiche non mi sono favorevoli! :)
beh, se non riesci a fare la neuropiscologa
clinica puoi sempre metterti a scrivere, hai
un talento particolare per il racconto.
ciao