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Scrivere o non scrivere, questo è il dilemma

18gennaio08.pngL’aspetto più brutto della fine di una storia non è il dover improvvisamente cambiare le proprie abitudini, il doversi adeguare alla mancanza di una persona che ti è stata vicino per anni e che all’improvviso non è più utilizzabile come punto fermo della tua vita o la rinuncia forzata ad una realtà che, nonostante i problemi, tutto sommato non ti dispiaceva.

Dopo due mesi abbondanti dal fattaccio, sono arrivata a questa consapevolezza: l’aspetto più brutto della fine di una storia è che, per un periodo ragionevolmente lungo, non puoi più scrivere sul blog tutto ciò che vorresti.

E se ci pensate bene non è affare da poco.

La fine di una storia è in assoluto uno dei momenti più fertili per un blog: il troncamento di un rapporto, soprattutto se inaspettato, mette qualunque blogger, anche il più scarso, in condizione di postare quotidianamente per un tempo direttamente proporzionale all’entità della batosta, alla lunghezza del fidanzamento e al livello di inserimento del lasciato nella famiglia del lasciante.

Capirete bene che l’impossibilità di utilizzare tutto quel materiale per paura che il caro extinto lo legga è una frustrazione aggiuntiva che aggrava notevolmente la situazione psichica già precaria di chi deve convivere con l’onta di essere stato mollato.

Il percorso che da neo-single si compie verso l’elaborazione della perdita si evidenzia nei pensieri che, giorno dopo giorno, sentiresti il bisogno di affidare al tuo fedele blog, ma che eviti di mettere nero su bianco per paura delle possibili conseguenze.

All’inizio vorresti scrivere monologhi lacrimevoli e autocommiserativi, parlare di quanto soffrirai ora che l’amore della tua vita non c’è più e di come non sarai mai più felice, ma non lo fai perché sai che in questo modo lui si allontanerebbe ancora di più, capendo che la decisione di mollarsi non è condivisa da entrambi, nonostante tu abbia strenuamente affermato il contrario.
E quindi scrivi un post neutro, sui cambiamenti.

Poi arriva il periodo del turpiloquio catartico, in cui vorresti scrivere tante parolacce quanti sono i giorni in cui siete stati insieme e l’ispirazione è così forte che sull’argomento riusciresti a buttare giù cinque o sei post. Di quelli lunghi e mai ripetitivi. Ma non lo fai, perché significherebbe dargli ancora importanza.
E quindi scrivi un post su quanto fa schifo il mondo.

Il passo successivo è il periodo dell’autocensura, in cui vorresti parlare delle tue nuove conoscenze e avresti tanti aneddoti carini e divertenti sull’altro sesso che vorresti condividere con i tuoi compagni blogger per dimostrare che il periodo di depressione è finito e si sono aperti nuovi orizzonti, anche piuttosto attraenti. E simpatici. Ma ancora una volta non lo fai, perché sembrerebbe un’ostentazione delle proprie conquiste, decisamente immatura e poco delicata.
E quindi scrivi un post sull’amicizia.

A questo punto arriva il momento del blocco.
Non sai più che scrivere perché qualsiasi argomento tratto dalle tue esperienze recenti potrebbe in qualche modo urtare la sensibilità del tuo ex.
E quindi inizi a non scrivere più.
Ogni tanto apri il blog, rileggi qualche post, osservi il numero di visitatori che decresce giorno dopo giorno, i commenti si decimano e davanti a tutto questo ti senti impotente.
Il MSN diventa la tua ancora di salvezza: il 96% dei tuoi contatti viene costantemente aggiornato su tutto ciò che sta accadendo nella tua vita. Ognuno con parole diverse.
All’improvviso nessuno ti risponde più ed inizia la disperazione.

Ci sono diversi modi per uscire da questa empasse.

Alcuni decidono di chiudere il blog teatralizzando al massimo l’uscita di scena, riempiendo l’ultimo post di singhiozzi e lamenti e attribuendo la loro inesorabile decisione a eventi troppo dolorosi per essere anche solamente accennati.
Avendo appena rinnovato a mie spese il dominio, va da sé che io non abbia neanche minimamente preso in considerazione questa opzione.

Altri, invece, trasformano il blog in una raccolta di video, immagini romantiche, testi di canzoni deprimenti, frasi dei baci perugina e poesie stucchevoli e piene di speranze. All’improvviso ricompaiono scrivendo del loro nuovo ragazzo, del quale trascrivono tutti gli sms ricevuti e inviati nei primi tre mesi di frequentazione.
Non vorrei ripetermi, ma l’ “a mie spese” di cui sopra è una valida spiegazione del perché io non abbia adottato neanche questa seconda soluzione.

A questo punto tutti voi vi starete chiedendo cosa ho deciso di fare io. Bene, la risposta è semplice.
Mi sono fermata un attimino a pensare alle seguenti cose:

- sono io ad essere stata lasciata;

- il mio ex dice che in questo momento non vuole vedermi e sentirmi, quindi immagino che per coerenza non venga neanche a leggere quello che scrivo sul blog;

- se lo legge sticazzi.

Alla luce di queste brevi considerazioni, sono lieta di annunciarvi che da domani Un buco nell’alcool torna ufficialmente attivo e, soprattutto, privo di ogni tipo di censura.

Tornate numerosi.

11 Commenti per “Scrivere o non scrivere, questo è il dilemma”

  1. ehiehiehi!!!
    io non me ne sono mai andato da qui, sia ben chiaro! è solo che la scorsa settimana ero in vacanza e non avevo possibilità di accedere ad internet e, prima ancora, sono stato molto impegnato con il lavoro e non avevo tempo a disposizione da dedicare ai blog che seguo assiduamente. adesso tutto sembra essere tornato alla normalità (ma non vorrei dirlo troppo forte, non si sa mai…)!

  2. Stappata è meglio =)

  3. mary sì, dovrei soffrire più spesso… best seller hthena…

    Giovanni non volevo deludere tutti i miei 5 lettori… scusa!!! :P

  4. finalmente!
    non è giusto permettere che sia qualcun’altro a condizionarci la vita
    e nello specifico non è giusto che le conseguenze ricadano su tutti i tuoi incolpevoli lettori
    bentornata! :)

  5. sai che penZavo… che cmq questi scossoni della vita fanno bene alla tua scrittura…
    mè? novità?

  6. opopomoz sì però, detto in confidenza… non sai cosa ti perdi!

    After anche io avrei troppe cose da fare per aggiornare il blog… ma sono ancora nella fase chissenefrega… per quanto riguarda l’essere stati mollati, ti dirò, dal secondo mese in poi si iniziano a valutare solo gli aspetti positivi :) Torna a scrivere che mi manchiiiii!!!

  7. La nostra vita scorre in parallelo in questo periodo: anch’io mollato. Per giunta patetico. Per giunta convinto che non sia la ragazza giusta per me. Eppure stesse problematiche, stessa frustrazione, stessa mancanza, stessa solitudine. E’ passato un mese e guardo avanti.
    Ciao Aury.
    Ho troppe cose da fare per aggiornare il blog:-(

  8. Evviva! Evviva!
    Io comunque cerco di mantenere vivi i rapporti di coppia solo per non incorrere in tutte queste problematiche…mamma mia che stress deve essere!

  9. kaa sapevo che avrei raccolto consensi :)

    gio gio amen!

  10. come si dice a casa mia: FAZZADDE’!
    (ovvero: deo gratias!!)

  11. Leggerti e’ sempre un piacere.
    Sottoscrivo in pieno questo post. Hai centrato pienamente.
    Ciao :)

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