Storia di un uomo superiore - Parte seconda
Ecco a voi la seconda ed ultima parte della storia
Il fatto che fosse nata di sabato e per giunta ad ora di pranzo insospettì non poco il nostro eroe, ma i commenti dei parenti e la facciotta dolce della bambina lo convinsero che i suoi timori erano infondati.
E rimase di questa convinzione per molti anni: la frugoletta era sveglia e promettente, nonostante la sua propensione al “mi compri” che è tutt’ora parte cruciale del suo carattere.
Renato, padre dolce e premuroso, riempiva la figlioletta di regali e allietava le sue giornate con pranzetti sopraffini e divertenti “badabum badabum” sulle scale.
Il tenero appellativo di “Polpetta” era solo una delle tante dimostrazioni dell’amore paterno dell’uomo, che nella figlia riponeva grandi, grandissime, enormi aspettative.
E non erano certo le lotte durissime per poter vedere la piccola, che lo bloccarono. Il suo spirito di SuperPadre lo portò ad una guerra lunga e difficile fatta di esasperanti telefonate e inconcludenti discorsi, che egli vinse quando ormai era troppo tardi: la figlia aveva già preso una tragica inclinazione ad assomigliare alla madre.
E non è tutto; tanti sono stati gli avvenimenti che hanno segnato fino ad oggi, positivamente e non, la vita di Renato.
Circa dieci anni fa, quando tutto sembrava andare per il meglio, successe l’inevitabile.
Dopo anni di solitudine, passati tra i libri e i fornelli, con i panni da lavare, i piatti sporchi e le camicie da stirare, mio padre iniziò a sentire il peso della vita solitaria.
Fu così che, dopo averci riflettuto più e più volte, decise di prendersi un cucciolo.
Fu una scelta fortunata: il tenero animaletto non sporcava per terra, non lasciava peli in giro e, addirittura, era addestrato a lavare i pavimenti. Lo chiamò Olga.
Uno splendido esemplare di avvocato di origine siciliana con un pedegree da oscar: il padre maresciallo dei carabinieri, la madre…….la madre.
Il noto amore che Aurora nutriva per gli animali tranquillizzò Renato. Ella non avrebbe mai rifiutato la nuova entrata.
Ed infatti così fu: le due si conobbero e socializzarono. Fecero anche una vacanza insieme, ma non ebbe molto successo perché Aurora, in un momento di rabbia ebbe l’impulso di abbandonare Olga sull’autostrada.
Ciò nonostante, gli anni passarono fino ad arrivare al 1996. E fu a questo punto che il povero Renato si rese conto che i sospetti che aveva avuto alla nascita della sua predilettissima figlia erano fondati.
Lo capì di istinto, quando nelle mani della piccola, al posto dell’Ulisse di Joyce, lettura che le aveva consigliato per il week-end, trovò un CD dei Backstreet Boys.
Eresia! Tutto un mondo di speranze ed aspettative crollò addosso al povero uomo in un sol momento. E fu così che al tenero nomignolo di “polpetta” si sostituì quello più incisivo di “rapa”, fu così che i “badabum badabum” si trasformarono in “scendi a piedi, sfaticata!” e fu così che la forte delusione portò Renato a due soluzioni:
1) brevettò la notissima “predica paterna”, che si ripropose di ripetere a giorni alterni per tutta l’adolescenza della figlia;
2) decise di confortarsi iniziando una lenta e duratura azione di “sfottò” nei confronti di Olga.
E avendo preso atto che entrambe le cose gli procuravano immenso piacere, decise di effettuarle in modo persistente e continuativo.
Inoltre, non contento, di lì a poco aggiunse ad esse la “predica lavorativa” che nacque subito dopo aver addestrato Olga a lavorare al suo posto.
Ed è così che, in un modo o nell’altro, siamo arrivati ai giorni nostri.
Io sono cresciuta, Olga è invecchiata e tra un mio delirio scolastico e una sua crisi da superlavoro, il mio amato papà è arrivato alla veneranda età di CINQUANTA anni. I suoi primi cinquant’anni…un evento da celebrare in modo memorabile.
E considerato che non ho la possibilità di esaudire il suo desiderio più grande (due biglietti di sola andata per il Guatemala non rientrano nelle mie finanze) e che Olga, sentendosi troppo in colpa per non aver comprato la mitica bicicletta da corsa, gli ha già regalato tutto il regalabile, ho deciso di fare a mio padre il regalo più bello che potesse ricevere: “dimostrargli che sua figlia ha imparato a scrivere”.
FINE
Categoria: Ogni passo avanti è un passo in meno




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