• Calendario

    Maggio 2008
    L M M G V S D
    « Apr    
     1234
    567891011
    12131415161718
    19202122232425
    262728293031  
  • Chat

  • Contattami

  • Hai una webcam?

  • RSS UBNA

Una giornata particolare

21aprile04.pngCi sono, ci sono… è il TEMPO che manca.
Sembra che quest’anno stia andando avanti con il FWD a 2x… Io vorrei concentrarmi su un fermo immagine cercando di analizzarlo, di capirne il significato, o semplicemente di farmene un’idea, e invece mi accorgo che siamo già ai titoli di coda.
Insomma non c’è tempo.

Voglio fare tutto e posso farne metà e alla fine non faccio neanche quella metà perché non riesco a cogliere l’attimo. Niente Carpe Diem nella mia vita, sono pigra e lenta di riflessi, stamattina dovevo svegliarmi alle 5 per andare all’università e mi sono svegliata alle 13, che volendo fare la superstiziosa non è neanche una delle ore migliori…
Ho perso un’altra mezza giornata della mia esistenza a dormire.

E tra l’altro il mio sonno è stato tempestato di incubi… sarà il senso di colpa?

E’ un sacco di tempo che non scrivo nel blog e ora che lo faccio non ho niente di nuovo da dire.
Anche se con un pò di ritardo, quindi, ho deciso di narrarvi delle allegre avventure dell’indimenticabile Pasquetta 2004.

Ovviamente per tutelare la privacy dei partecipanti che voi bloggers non avete il piacere di conoscere, ho contraffatto i loro nomi.

Una giornata particolare

Ore 11: appuntamento sotto casa di Mary.
Ore 11.20: Mary scende di casa.
Ore 11.21: Evento più importante della giornata: mentre vado incontro a Mary per aiutarla a portare le buste, una bambina mi guarda e dice all’amichetta “Maaaaa….guarda quanto è bella quella ragazza!!!”. Sono l’invidia di tutti i pedofili.
Ore 12: All’orizzonte iniziamo a scorgere qualcuno.
Ore 12.15: L’improbabile comitiva è finalmente riunita.
Ore 12.25: Si parte. Destinazione: Maison De Galan.
Una colorata carovana di autovetture si dirige verso la verdissima campagna foggiana, dove ci attende un importante regista, che per l’occasione ci ha aperto generosamente le porte della sua casa, e altri simpatici personaggi che scoprirete in seguito.

Ognuno di noi porta in macchina qualcosa che sfamerà e disseterà l’allegra compagnia.
Io, oltre a Mary, che ho posizionato sul sedile anteriore, ho nel portabagagli tre bottiglioni da 5l di vino rosso che mi consentono di percorrere tutto il tragitto che ci separa da casa De Galan in impennata, in modo da consumare solo due pneumatici invece di quattro.

La giornata non è delle migliori, come ogni anno, ma non ci possiamo lamentare: il Sole ogni tanto fa capolino, poi ci fa una pernacchia e sparisce dietro qualche nuvola a festeggiare in pace anche lui la sua Pasquetta.
La pioggia fa altrettanto. Ogni tanto scende qualche goccia solitaria che, non ritenendoci degni, grida alle altre di rimanere su e conservarsi, per farci una gradita sorpresa, per i seguenti centottanta sabato e domenica.

Ore 12.30: un pazzo squilibrato che chiameremo Il Professore Canterino di Latino (PCL), appropriandosi della nostra fiducia con un sicuro “la conosco io la strada”, dirotta la carovana nella Route 66 del foggiano, ma io, grazie al mio navigatore satellitare Mary che mi informa del tragitto erroneo con il messaggio “ma ‘ndo cazz stc iend”, capisco l’imbroglio.
Dopo quattro o cinque manovre di retromarcia, quindi, torniamo indietro.

Ore 12.40: finalmente arriviamo a destinazione. La magnifica reggia del nostro benefattore Rob de Galan si staglia imponente davanti ai nostri occhi. Posizionamo le auto nell’ampio parcheggio non custodito e dopo aver affittato una gru per trasportare i 47 kg di salsicce e involtini dalle auto alla fornacella, ci dirigiamo verso l’elegante entrata della villa.
Ad accoglierci vengono in tre: Dado, Magda e Dolly ( mi hanno gentilmente concesso di utilizzare i loro nomi reali ). Dietro di loro il padrone di casa, che saluta calorosamente tutti noi, partendo dalle salsicce.

A questo punto la Pasquetta ha inizio. Si formano tanti piccoli gruppi che danno il via alle attività più disparate. Da una parte gli uomini veri, che si rimboccano le maniche e tentano di dare fuoco alla casa per accendere la fornacella.
Ogni tanto segano la gamba di qualche mobile e la utilizzano per rinvigorire la brace. Dall’altra PCL raccoglie con successo iscrizioni per l’After Easter Foggia Gospel Chorus, che avrà persino l’onore di essere ripreso dalle telecamere di un’importante rete televisiva della città.
Con un sottofondo che spazia da Oh Happy Day a I Puffi passando per Il Gatto e la Volpe, arriva finalmente il momento più atteso: il pranzo.

Il menù è ricco:

 


Bruschette tagliate in fettine geometricamente perfette dalle manine violoncellistiche di Losleo e condite con pomodorini lavati e vivisezionati con amore dalle donne di casa (io mi ero iscritta al coro);

 

Pasta al forno 1×1 cm per porzione fornitaci dalla ditta “Poco ma Buono” accanita concorrente della “That’s amore”;

 

Salsicce e Involtini flambè;

 

Uova di cioccolato Coop, Pasqua 1999;

 

E, tocco di classe, Torta di mele al vetriolo preparata personalmente dal mio tessssoro: Mary, la casalinga del domani.

 


 

 

Il tutto inondato dai tre bottiglioni precedentemente citati.

 

La scena del pranzo è degna delle migliori scene del film Alive-Sopravvissuti. I più affamati con squallidi stratagemmi tentano di distogliere gli altri dai generi mangerecci. La prima carrellata di carne prende il volo mentre gran parte di noi è impegnata nelle prove per il coro. Non è un problema: l’arte prima di tutto. Ma quando intenta ad ascoltare il saggio Elio che mi illustra la fondamentale differenza tra involtini e braciole, mi vedo sfumare davanti anche l’ultima fettina di carne, decido di cambiare strategia. Purtroppo non sono la sola: una lunga fila da mensa parrocchiale si è già disposta davanti al barbecue in attesa dell’ultimo giro di salsicce.

Alcuni, tra cui Vania (e qui i lettori mi chiederanno: ma che minchia di nome è? E io vi rispondo: beh,dovendo contraffare i nomi ho dato libero sfogo alla mia fantasia), inebriati dai fumi del barbecue strappano a mani nude una salsiccia dalla griglia, affermando che le goccioline di sangue che grondano sono la parte migliore. Altri, invece, aspettano con calma il loro turno, passando il tempo a chiedersi se il sale va messo prima, durante o dopo la cottura.
Alla fine chi più, chi meno, chi anche no, siamo tutti sazi.

Dopo pranzo la scena torna quella di prima. De Galan distribuisce allegria in bicchieri di plastica che nessuno rifiuta, neanche Dolly, mentre alla chitarra passa il grande Pilù, socio fondatore dell’AVIC, Associazione Volontari Italiani Capelli ( se li fa crescere lunghi e poi li dona a ciocche ). Nel frattempo Mary riprende scorci del nostro pomeriggio, con la prospettiva di farne un servizio sulla Pasquetta, ma dopo l’undicesima minaccia di denuncia desiste. Uno strano individuo, approfittando della distrazione generale occupa casa De Galan, e in particolare uno dei divani dell’immenso salotto, e passa il resto della giornata a sussurrare “…’enissimo… ‘enissimo…” sognando California.

Da questo punto in poi i miei ricordi sono un pò offuscati, quindi proverò a scrivere quello che mi è rimasto in mente.
Dunque, credo sia andata così.
Intorno alle 17.30 un’astronave si ferma sul tetto della villa e ne scendono strani omini dall’accento barese che si uniscono ai nostri festeggiamenti.

Il cielo nel frattempo diventa rosa e violetto con spruzzi di indaco e intanto Dado e Magda mi intrattengono con un interessantissimo dibattito sulla fisica termonucleare, mentre Losleo da buon fedele ricorda a tutti la filosofia del Peace&Love, distribuendo il suo personalissimo simbolo della Pace. Da quel momento in poi tutti gli vogliono più bene.
Poi, verso le 19, le nostre attività vengono brutalmente interrotte da un improvviso quanto inaspettato invito del caro De Galan: “Ragazzi, andatevene”.

E così, combattendo con fiumi color rosso scuro ormai quasi in secca ma che ancora lambiscono le coste dei nostri ipotalami regalandoci espressioni inebetite ed assonnate, ognuno con la sua personale busta di immondizia si avvia per la sua strada verso il tramonto.
Ed è subito sera.

Special guest della giornata:

“la fornacella”

10 Commenti per “Una giornata particolare”

  1. dinochu era orizzontale nel letto a pasquetta.che culo,eh? scrivete le cose a tradimento su internette eh? come state vecchi bardascetti(espressione ternana del pipi che significa ragazzi)? sempre gli stessi…mi mancate come al naso manca la caccola, ossia tantissimo da qui a Foggia.Sto scroccando internet dalla facolta e questo mi diverte alquanto.fra 10 minuti ho lezione di diritto e sto facendo lezione da stamattina alle 11 ma di questo non frega a nessuno.vabbe.Statemi bene e fatevi sentire birbantelli

  2. Io a Pasquetta ho lavorato, come anche a Pasqua! Soldi, soldi, soldi, soldi…£$€…come sono avida!!!

  3. Domanda…ti aspetto.Bacio e sorriso

  4. Insisto: devi fare la scrittrice, hai un sense of humor che neanche Severgnini pu?ttere!

  5. E’ stato bello rivivere il giorno della pasquetta leggendo questo post…mi aspettavo qualcosa riguardo al pigiama party, ma forse ?eglio rimuovere….. Baci

  6. piu’ lo guardo e’ piu’ mi piace,,,

  7. tempo tempo…sto tt il gg a lavoro e nn staccando neppure a pranzo ti assicuro ceh a volte quando torno a casa la sera alle20.30 e mi capita di guardar la tv mi soffermo addirittura sulle pubblicita azzardando frasi tipo ehyy carina questa ehehhehehhe ci vorrebbero delle giornate da 48h :)

  8. davevro molto molto cdarinoho contribuito alla statistica sulle sveglie..ma la voce” nn la sento manco se esplode” non esiste..

  9. MmMmMmm brusketteee…salcicceee…..FAMEEEEEEEEEEEEEEEEEEE TANTA FAMEEEEEEEEEEEEEEEEEEE MI FAI VENIRE ;o) e adesso alla faccia tua mo mi vado a fare na brusketta ;pPpPpPpP

Scrivi un commento