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Una vacanza prov(vid)enz(i)ale

3settembre1.png Sur le point de partir

Se è vero che il buongiorno si vede dal mattino, la vacanza sarebbe stata un disastro.
I preparativi procedevano a rilento e la partenza, già di per se non troppo intelligente, essendo stata programmata per le 11 di sabato 11 agosto, si spostava inesorabilmente verso le ore più calde ed affollate della giornata.

Impegnata in una minuziosa esplorazione degli angoli, nel tentativo di limitare il più possibile il numero di oggetti essenziali dimenticati, A. si aggirava tra le stanze tenendosi una mano sul basso ventre e sperando che quel fastidioso stimolo, mai provato prima, che dal giorno precedente aveva decuplicato la sua produzione di tin tin e, con essa, la frequenza media di visite giornaliere alla toilette, avrebbe avuto il buon cuore di sparire a breve, per permetterle di godersi senza riserve i giorni a venire.

Nel frattempo, i minuti trascorrevano veloci e rapidamente si trasformavano in mezzore e l’incompatibilità tra l’inizio della vacanza e lo stare ancora non solo nella propria città, ma anche nella propria casa, aggiungeva al fastidio fisiologico una buona dose di nervosismo.

L’arrivo di A2, che per comodità chiameremo C., non migliorò di molto le cose.

- In farmacia hanno detto che probabilmente è cistite. Devi prendere queste capsule due volte al giorno e, soprattutto, devi bere moltissimo -.

Ciò detto, le aveva presentato la prima delle tre bottiglie da 2 litri che A. avrebbe dovuto scolarsi durante il tragitto. Lei la accettò passivamente e tracannò il tracannabile. Poi, dopo aver salutato frettolosamente sua madre, andò ad omaggiare un’ultima volta la sua amata stanza da bagno, godendo per brevi ma intensissimi istanti del confortevole contatto con la tavoletta, sensazione che non avrebbe più provato per i successivi quindici giorni.
Poi, con scarsa convinzione, imbracciò il borsone e le dodici buste di cose varie che il borsone non aveva voluto accogliere e si diresse verso la porta.
L’avventura stava per iniziare.


Le voyage

Mettere l’impianto a gas fa risparmiare, ma ha i suoi costi. Soprattutto se il veicolo su cui viene montato è di quasi dieci anni fa, ha i suoi centomila chilometri e non se li porta granché bene e la decisione di convertirlo avviene una settimana prima della partenza.
A. e C. se ne accorsero ben presto quando, in autostrada, i moscerini iniziarono a spiaccicarsi sul lunotto anziché sul parabrezza.

Nel corso del viaggio raramente C. riusciva a spostarsi nella corsia di sinistra e ciò suscitava, nel contempo, l’ilarità di tutti i camionisti che gli sfrecciavano a fianco e le imprecazioni di C. stesso che, con molto poco fair play e con lo spiccato accento foggiano delle grandi occasioni, proponeva ai suddetti e alle rispettive genitrici una destinazione alternativa, sconosciuta a mappe e Tom Tom, verso la quale dirigersi.

Molto più frequenti, invece, erano gli spostamenti verso destra, più o meno in direzione del 99,8% degli autogrill incontrati sulla strada, per permettere ad A. di dare libero sfogo all’istinto di marcare il territorio comune ad ogni mammifero. Già dalla seconda sosta, C. capì che la drammatica scena che si animava davanti ai suoi occhi era destinata a trasformarsi in routine: A., spalancato lo sportello ancora in corsa, si fiondava verso la toilette e, dopo averla collaudata, con espressione beata rientrava in macchina, beveva qualche sorso d’acqua e ricominciava a resistere in attesa dell’autogrill successivo.

Gli ottocentodiciassete chilometri che separavano i due avventurieri dal primo traguardo furono scanditi dalle soste pipì e dalle segnalazioni di Onda Verde e ben presto A., che per istinto di sopravvivenza sentiva il bisogno di mettersi al corrente di tutte le possibili code o rallentamenti che avrebbero potuto incrementare pericolosamente il tempo di percorrenza da un autogrill all’altro, fece in modo di alternare alla perfezione i due eventi, riuscendo a creare un ciclo continuo CCISS-PIPI-CCISS-PIPI-CCISS-PIPI che si concluse, un po’ a malincuore, solo con l’arrivo al primo punto di sosta: Rapallo.

fine prima puntata

8 Commenti per “Una vacanza prov(vid)enz(i)ale”

  1. ahahaha!
    corro a leggere il resto!
    =D

  2. Ratto cambiamo discorso va…

    amicaT
    ok prenoto per due a siponto ok?

    OvunqueProteggi
    ehm… la censura non mi permette di esplicitarle…

    Gio gio secondo me sei tu che ti sei immedesimata troppo!

  3. temo di avere la cistite pure io, i sintomi sono comparsi dopo aver letto il post…aurò, niente niente porti sfiga?? :)

  4. Ma… queste destinazioni alternative sconosciute ai più, sarebbero??

  5. beh, ora ho capito perchè st’estate hai mandato in fumo le mie speranze di fare una minivacanza di due giorni a mirabilandia…eri satura di divertimento! maledetta!
    se l’anno prossimo non mi porti con te, ovunque tu vada, non ti faccio più la festa a sorpresa che ti volevo organizzare… DOH’!!

    mbè cià

    ps. cmq anche papero ha avuto la cistite ad agosto!

  6. E’ un grande passo che segna la vita di ognuno di noi. E in Italia manco c’è il sussidio…

  7. Ratto diciamo che ho ancora la fortuna di fare vacanze accademiche e non ferie… sono a un passo dalla sottilissima linea che separa la condizione di studentessa da quella di disoccupata!

  8. (invidia mode: on)
    Non è per farmi i fattacci tuoi… ma tu stai sempre in vacanza ??
    (invidia mode: off)

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